Il plurale
Tutti quanti i sostantivi possono distinguersi in due classi principali: quelli che designano degli individui (persone, animali o cose), come uomo, albero, casa ecc.; gli altri designano una massa, un insieme, come acqua, vino, oro, e nomi simili che indicano materia, ai quali si riferiscono anche i nomi astratti, come onore, amore, ira, prezzo ecc. I sostantivi della prima classe (che potrebbero dirsi numerici) hanno per loro natura il plurale, senza cambiamento di significato; per cui da uomo si ha uomini, da albero, alberi, da casa, case ecc. poiché di uomini, case e alberi ve ne sono molti distinti l'uno dall'altro.
Nomi concreti
I sostantivi della seconda classe possono
anch'essi, per la maggior parte, avere il plurale; ma in un senso più o meno
diverso dal singolare. Quelli indicanti materia usati in plurale esprimono una
collezione di parti omogenee, per esempio le nevi, le piogge, le arene, le farine,
le carni; oppure denotano varie specie della medesima materia, per esempio
i vini, i latti, i burri, le lane, i metalli ecc.; ovvero oggetti fabbricati di una
materia, come gli ori, gli argenti, per indicare utensili d'oro o d'argento,
le
lane, per le vesti di lana ecc.
Nomi astratti
I plurali dei sostantivi astratti esprimono o una
reale pluralità dell'idea riferita a più persone, come le morti degli
imperatori, le nascite, le origini delle cose ecc. ovvero
maniere, manifestazioni, atti dell'idea medesima, come gli odi, le vendette,
gli amori, i timori, le invidie ecc.
Si dice così le virtù, le verità, le bellezze, le dolcezze, le beatitudini
ecc. Però, non tutti i sostantivi astratti si possono usare al plurale; sarebbe difficile usare
le onestà, le mansuetudini, le pigrizie, le frette,
le sanità, le saluti, le fortezze (in senso astratto), e tante altre forme
somiglianti.
| Pagina precedente | Pagina seguente |
