Nomi che non si alterano
I nomi astratti che significano un concetto della mente, o i nomi che indicano materia, quando sono presi nel loro vero e primo significato, non soffrono, per regola generale, le alterazioni; sia per il loro stesso significato, sia puro pel suono che molti hanno, restio ad assumere un suffisso; come avviene per quelli che terminano tà o tù, ezza (verità, beltà, dolcezza). Altri nomi astratti che indicano facoltà ed inclinazioni umane, soffrono talora qualche alterazione, come per esempio da passione, passioncella, da affezione, affezioncella; vizio, viziarello; capriccio, capriccetto; voglia, vogliuzza ecc. ecc.
Aggettivi alterati
Non di rado patiscono alterazione anche gli aggettivi. Essi talora non tanto indicano diminuzione o accrescimento o peggioramento d'una qualità, quanto del soggetto che di quella qualità è fornito.
Alterazione rinforzata
Accanto al nome alterato si pone spesso, per rinforzarne l'alterazione, qualche aggettivo.
Accrescitivi di nomi femminili
Gli accrescitivi sostantivi
femminili escono regolarmente in one, anziché in ona, eccettuato il caso che possa cadere equivoco sul sesso della persona.
Parlando famigliarmente questa regola non si osserva sempre; ma nelle buone
e corrette scritture pochi esempi si trovano in contrario, e questi o sono
voci astratte, come memoriona usata dal Caro, o servono a fuggire equivoci,
come testona e figurona (poiché testone e figurone avrebbero altro
significato), e fogliona, che deve distinguersi da foglione
accrescitivo di
foglio. Altre poche volte l'accrescitivo in ona ha più grazia, e però si
preferisce, come donnona e femminona (donnone e femminone terrebbero del
mostruoso), ariona (una bella ariona, cioè, fisonomia aperta e maestosa),
scarsellona ecc.
In generale i nomi alterati maschili hanno più forza dei femminili;
esprimono cioè un'alterazione maggiore, e talora acquistano anche un
significato tutto particolare: per esempio stanzino dice una stanza assai più
piccola che stanzina; scarpino ha senso diminutivo più che scarpina;
gonnellino più che gonnellina; casino più che casina, e indica
anche una
casa da gioco, bocchino più che bocchina e ritrae meglio il vezzeggiativo.
Sacchetto è più piccolo di sacchetta, come taschino di
taschina, e cassetto
di cassetta. Talora l'alterato femminile (anche fuori del suffisso
ona)
manca, come da casa non si fa casotta, ma casotto; da lampana non si fa
lampanina, ma lampanino; da cuffia, cuffiotto; da sporta (con s intensiva)
sportello.
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