Pronomi sostantivi e aggettivi
Dei pronomi alcuni sono sempre
sostantivi, come tutti esclusivamente personali; per esempio io, tu, egli, colui,
altri, chi ecc. e certi altri comuni alle cose ed alle persone, come, ognuno,
qualcuno ecc. I più sono aggettivi, ma si adoperano spesso come sostantivi,
riferendoli cioè ad un sostantivo espresso o sottinteso, tali sono quasi tutti
quelli che possono significare cosa, per esempio questo, quello, alcuno, quale ecc.
ecc.
I pronomi aggettivi, quando fanno da sostantivi, servono a indicare una cosa o
persona poco avanti nominata o da dirsi subito dopo, facendo le veci del nome,
com'è proprio del pronome; per esempio ho veduto un libro, ma quello non era il mio:
ti dirò questo, che ecc.,
Pronomi usati assolutamente
Molti di essi, usati assolutamente nella loro forma maschile, assumono senso personale; come uno, alcuno, nessuno, veruno che equivalgono ad un uomo, alcun uomo ecc. presa la voce uomo in senso generale di persona umana. Nel plurale ciò avviene anche per i pronomi quantitativi puri: pochi, parecchi, molti, tutti, che lasciano sottintendere la voce uomini: molti vogliono parere, ma pochi sono virtuosi ecc.
Pronomi in senso neutro
I pronomi aggettivi si usano anche in senso
astratto o neutro, riferiti a un oggetto indeterminato, che può rendersi col
nome cosa singolare o plurale; per esempio questo, quello, per questa cosa, quella cosa,
ovvero queste cose, quelle cose ecc. il mio, il tuo, cioè, le cose mie, le cose
tue ecc.
Talora la forma femminile del pronome, lasciando sottintendere il nome cosa o
altro più speciale, assume il medesimo senso neutro; per esempio: questa è bella!
quella è curiosa! L'è giusta ecc. Le dice grosse.
Discorrendo dei vari pronomi in particolare spiegheremo meglio queste proprietà
che qui accenniamo solamente, e ne daremo degli esempi. Cominciamo dai pronomi
personali puri.
Pronomi personali puri
I pronomi personali puri hanno nel singolare, e talora anche nel plurale, una forma che fa da soggetto (soggettiva) ed una forma che fa da oggetto (oggettiva).
Uso della forma soggettiva
La forma soggettiva si adopera regolarmente in posizione di soggetto per significare la persona che fa l'azione e, in locuzione passiva, quella che la sostiene; per esempio io leggo, io amo te, tu mi credi, egli ha paura di loro, eglino sono lodati.
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