Forme del verbo transitivo
§ 1. FORME DEL VERBO TRANSITIVO. Il verbo transitivo può avere, come dicemmo nella Grammatica, tre forme; nell'una il soggetto fa l'azione significata dal verbo, p. es. Io batto (qualche cosa o persona) e perciò essa dicesi forma attiva (dal latino agere, operare): nella seconda il soggetto fa l'azione sopra sè medesimo, p. es. mi batto (batto me stesso), e questa dicesi forma riflessiva, poichè l'azione si riflette nel soggetto stesso, e ritorna donde partì: nella terza forma, il soggetto patisce o sperimenta in sè l'azione fatta da qualche cosa o persona fuori di esso, p. es. io sono battuto; e tal forma dicesi, per conseguenza, passiva. Solo il verbo attivo può avere un vero oggetto, cioè una cosa o persona che riceva in sè l'azione prodotta dal soggetto; la qual cosa o persona diviene soggetto, quando il verbo assume forma passiva; p. es. io batto il cane, il cane è battuto da me. Vedi la Parte II nel capitolo dove si tratta del soggetto.
Transitivo intensivo
§ 2. TRANSITIVO INTENSIVO. La forma attiva dei verbi transitivi si rafforza non di rado colle particelle pronominali corrispondenti a ciascuna persona (mi ti si, ci vi si), per significare che l'azione è come concentrata nel soggetto, il quale la opera più intensamente. Onde può chiamarsi forma attiva intensiva. - O tu che mostri per sì bestial segno Odio sovra colui che tu ti mangi (mangi per te, mangi con accanimento). Dante. - Svenan l'uno de' lor cavalli, e beonsi (bevonsi) il sangue. G. Villani. - Succiandosi. (succiando per sè) in quello scambio tant'acqua. Magalotti. - Già il gondoliere godevasi a mente i vicini tesori. G. Gozzi. - Non sapete quel che vi dite. Manzoni. - In quel momento non sapeva quel che mi facessi. Grossi. - Io mi credeva che fosse un uomo grande e appariscente. Passavanti.
Intransitivo intensivo
§ 3. INTRANSITIVO INTENSIVO. Anche verbi intransitivi assumono
queste particelle più, per altro, nel parlar poetico od elegante, che nel
linguaggio ordinario. Io mi son un che quando Amore spira, noto. Dante. -
Deliberò d'andare a starsi alquanto con lei. Boccaccio. - Ma ella s'è beata e
ciò non ode. Dante. - Ogni cosa è cara come il sangue .... e questo si è che non
v'è se non trecconi (rivenduglioli). Gelli. - Che tu con noi ti rimanga per
questa sera, ne è caro. Boccaccio. - Poichè Neifile si tacque, Filomena così
cominciò a parlare. Boccaccio. Io mi vivea di mia sorte contenta. Ariosto. - E
scese in riva al fiume e qui si giacque. Tasso. - Dal palagio s'uscì e fuggissi
a casa sua. Boccaccio. - Una donna soletta che si gìa (si andava; voce poetica)
Cantando. Dante.
Partirsi (da partire, dividere), è la forma primitiva, usata quasi sempre dagli
antichi; p. es. Pártiti da cotesti che son morti. Dante. - Partissi dunque il
Saladino. Boccaccio. - Vedi più oltre in questo cap. § 8.
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