(continuazione dalla pagina precedente)
La forma riflessivo-passiva nelle prime e seconde persone adoprasi soltanto coi
verbi chiamare ed altri simili, nel senso di aver nome. Mi chiamo Raffaello: ti
chiami Francesco: vi appellate tutti e due Giovanni. Tu ti domandi Filippo.
§ 19. Esempii varii di riflessivo-passivo. - Qual tradimento si commise giammai
più degno d'eterno supplicio? Boccaccio. - Quivi s'odono gli uccelletti cantare,
veggionvisi verdeggiare i colli e le pianure. Boccaccio. - Sangue perfetto che
mai non si beve Dall'assetate vene ecc. Dante. - Sentitasi pe' (da') Fiorentini
la loro deliberazione, i capitani e governatori della guerra tennero consiglio.
Compagni. - In qual altro secolo si raccontano litigi più pertinaci? Segneri. -
Si è veduto per tutto il volgo famelico marcire, consumato dall'inopia ed
inabile alla fatica. Segneri. - Sospendasi in alto qualche secchiello. Galilei.
- Godonsi alla villa que' dì ariosi e chiari e aperti .... fuggonsi gli strepiti
della città. Pandolfini. - Quando le Muse s'invocano a scrivere, non s'invocano
a pensar di scrivere? Caro. - La grammatica e le figure del dire si sono cavate
dall'osservazioni de' buoni autori. Caro. - Quanti beni .... avendoli, non si
curano! Leopardi. - Si vedevano attaccati al muro schioppi, tromboni ecc. alla
rinfusa .... Manzoni. - Si richiedono molte circostanze, le quali ben di rado si
riscontrano insieme. Manzoni.
Questa forma riflessivo-passiva prende talvolta senso imperativo di necessità o
dovere: p. es. gl'infelici non si deridono, cioè, non si debbono deridere; i
segreti non si palesano (non si debbono palesare). Cfr. addietro cap. XVI, § 16.
Non si può determinare con esattezza quando sia meglio adoprare il passivo
propriamente detto, e quando il riflessivo-passivo. Nell'uso comune quest'ultimo
è certo il più frequente, e sarà da preferirsi, quando prema di mettere in
chiaro l'atto dell'azione (p. es. si vedono, si trovano, rendono altro senso da
sono veduti, sono trovati ecc. che potrebbero indicare azione compiuta), e
quando il verbo da farsi passivo sia uno de' servili potere, dovere, volere, ed
altri somiglianti, cominciare, finire ecc. (vedi addietro cap. XVI, § 19) che
reggono un infinito.
§ 20. Si usano anche talora in senso passivo de' participii di lor natura
intransitivi, o si dà a verbi intransitivi come soggetto un nome che in
costruzione attiva sarebbe falso oggetto. (Vedi la Gramm. I, XVIII, 3 e XXVI, 2
nota; e meglio la Sintassi, Parte II). - O voglionsi pigliare i tempi di suono a
suono ecc. o dagli spazi corsi dalla lancetta (att. correre gli spazii).
Cimento. - Vicino al fin de' passeggiati (att. passeggiare i marmi) marmi.
Dante. - Ragionato questo, disse loro ciò che udito avea. Boccaccio. - Eziandio
delle parole ignorantemente parlate ci converrà render ragione. Cavalca. - Come
per le cose discorse pare non sol verisimile, ma quasi certo. V. Borghini. - Io
gli studii leggiadri Talor lasciando e le sudate carte (le carte, sulle quali ho
sudato) ecc. Leopardi.
Il participio del verbo morire si trova usato anche in senso passivo. Molti di
loro furono morti (uccisi) e presi. G. Villani. - Che voglion tutti gli ordini e
le leggi Che chi dà morte altrui debba esser morto. Ariosto. - Oggi tal modo è
ristretto alla poesia.
| Pagina precedente | Pagina seguente |
