Preposizioni primitive
§ 1. Fra le preposizioni, quelle che chiamammo primitive o propriamente dette si riducono ad alcuni pochi monosillabi, che esprimono direttamente le relazioni, in cui possono stare fra loro le parti del discorso in una medesima proposizione. Debbono collocarsi sempre immediatamente avanti a quella parte del discorso che reggono, e colla quale si uniscono nella pronunzia, quasi formassero con essa un'unica parola. (Vedi per le eccezioni la Parte III.) Esse sono le seguenti: a, di, da, in, con, per. Spetta al vocabolario dichiararne minutamente i varii significati; noi ci contentiamo di notarne qui alcuni per far conoscere al lettore quelle proprietà di tali particelle, che si vedranno messe in opera praticamente nella Parte II.
Preposizione a (ad)
§ 2. A (AD) significa la relazione di moto verso uno scopo; quindi anche di vicinanza, di somiglianza, conformità, maniera ecc. Andare a casa, tirare al segno, esser volto a tramontana; stare alla porta; dormire a ciel sereno; venire a mezzodì, alle nove; ritornare a Pasqua; da oggi a otto ecc.; incitare alla collera, tagliare a pezzi, cappello alla moda ecc. ecc. Spesso indica relazione d'interesse, partecipazione, ed allora corrisponde al caso dativo dei latini, caso che in italiano rimane soltanto nei pronomi personali puri, dove abbiamo mi per a me, ti per a te, gli o le per a lui, a lei ecc. P. es. La lode giova al savio e nuoce al matto. Mi piace che tu sii buono. Domando ad alcuno qualche cosa ecc. Mi sento voglia di passeggiare. Ridere in faccia ad alcuno. Sii fedele agli amici.
Preposizione di
§ 3. DI significa la relazione di moto dall'interno d'una cosa,
quindi anche l'unione, la congiunzione intima di due cose, e passa a tanti altri
significati Esco di casa; di notte, di sera; il tale è di Perugia; la città di
Firenze; di gennajo fa freddo; nè di venere nè di marte non si sposa nè si
parte; Pietro figlio di Francesco; questo libro è di mio fratello; tu sei un
uomo di valore; tu soffri, godi, ti sdegni di piccole cose; ti prego di farmi
questo piacere; egli mi asperse di acqua; tu non istai bene di salute; l'oratore
ha parlato di tante cose ecc. Nei varii sensi che indicano stretta relazione fra
più cose, corrisponde al caso genitivo dei latini, specialmente in senso
possessivo o qualificativo o partitivo, e per denotare l'autore d'un'azione o
l'oggetto di essa; p. es. la casa degli amici; il consiglio di guerra, il
compagno di scuola; un bicchier di vino; ogni sorta di piaceri; la più parte
degli uomini; il poema di Dante; l'amor di patria.
Di si adopera anche in varii costrutti come congiunzione corrispondente a che:
credo di partire (credo che partirò) spero di fuggire (che fuggirò): dico di no,
di sì (che no, che sì).
| Pagina precedente | Pagina seguente |
