Subordinate in forma negativa
§ 10. Subordinate in forma negativa. Molte volte una proposizione subordinata non negativa prende qualche voce negativa. Ciò avviene regolarmente:
quando una prop. soggettiva o oggettiva dipende da una principale di forma negativa. Non fa d’uopo che le diciate niente (alcuna cosa). Grossi;
nelle interrogazioni: O anima devota, hai tu nulla (qualche cosa) sopra coscienza? hai tu a soddisfare voto niuno? Lasca. – Salutatolo, il dimandò se egli si sentisse niente? Boccaccio;
nelle prop. condizionali., quando si aspetta o si sospetta una risposta negativa; p. es. se vi occorre nulla, comandate. Altrimenti si usa qualche cosa, e oggi sempre qualcuno. Se vien qualcuno, chiamatemi;
dopo senza che, prima che ecc. Stettero i nostri fuggitivi nel castello senza che accadesse nulla di straordinario. Manzoni. – Più mesi durò avanti che di ciò niuna (alcuna) persona s’accorgesse. Boccaccio. – Quanto bisogno abbiamo di fervente ricorso a lui (Dio) prima di risolverci a nulla! Segneri; nelle propos. comparative dopo che. (Anche qui più spesso alcuno o veruno che nessuno). Vedi P. I, cap. X, § 30.
Altre volte la proposizione subordinata prende l’avverbio negativo non. Ciò nei seguenti casi:
nelle proposizioni indicanti timore, sospetto ecc. o dopo i verbi guardarsi, impedire, non negare, mancar poco ecc. (Vedi al tutto P. II, cap. V, § 8 e 11);
nelle proposizioni comparative di grado disuguale. (Vedi P. II, cap. VI, § 20); nelle proposizioni temporali dopo prima che, fin che ecc. (Vedi P. II, cap. VI, § 6).
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