Tempi e modi nel discorso indiretto
§ 32. Tempi e modi nel discorso indiretto. Quanto al discorso indiretto, a quello cioè che si riferisce, come pronunciato da una persona diversa da chi parla, si tien questa regola: nelle proposizioni che nel discorso diretto avrebbero l’indicativo di tempo presente, si usa l’imperfetto dell’indicativo, e in quelle di senso passato, il trapassato prossimo dell’indicativo, o l’infinito in ambedue: le proposizioni però che contengono un comando o un consiglio, si pongono in congiuntivo (vedi P. II, cap. V, § 7); e quelle che nel discorso diretto avrebbero il futuro dell’indicativo, si mettono in condizionale.
Le altre proposizioni dipendenti si regolano come nel discorso diretto. Rinaldo gli disse quanto la parte de’ nobili e qualunque desiderava ben vivere s’era rallegrato per esser lui pervenuto a quella dignità; e che a lui si apparteneva operare in modo che non si fossero rallegrati invano. Machiavelli. – Rivòltosi poscia (Napoleone I) ai popoli d’Italia mandava, venire il francese esercito per rompere i ceppi loro, essere il popolo francese amico a tutti i popoli; accorressero a lui confidentemente: ... serberebbe intatte le proprietà, la religione, i costumi. Botta. – I dolenti genitori raccontavano quella sceleratezza (il ratto delle Sabine), e ne facevano le più rammarichevoli querele. Non potersi dunque disdire ai Romani ciò che loro viene in talento? i genitori non esser più padroni delle loro figliuole? P. Farini. – Egli le rispose che il perdono non bastava desiderarlo, nè chiederlo .... che insomma bisognava meritarlo. Manzoni. – Il messo tornò colla risposta d’Egidio: che l’impresa era facile e sicura, gli si mandasse subito una carrozza con due o tre bravi, e lui prendeva la cura di tutto il resto, e guiderebbe la cosa. Manzoni. – Fabrizio gli rispose che a lui non si aspettava il parlare delle sue virtù; la sua povertà però non gli recava nè vergogna, nè incomodo; aveva casa quanto gli bastava .... nè di più desiderava. P. Farini.
Per la stretta relazione che corre fra un passato e il presente storico (vedi P. I, cap. XVII, § 3, capov. ultimo) si trova talora nel discorso indiretto il presente dell’indicativo, invece dell’imperfetto del congiuntivo. Egli mi chiese A che vengo e chi son? Metastasio.
| Pagina precedente | Pagina seguente |
