COORDINAMENTO DELLE PROPOSIZIONI
Le proposizioni indipendenti
§ 1. Le proposizioni indipendenti tanto semplici, quanto ampliate (vedi P. II, cap. IV, § 1), si dispongono in serie l’una accanto all’altra per formare il discorso, e tale disposizione dicesi coordinamento (vedi P. I, Preliminari, § 13), il quale può aver luogo fra proposizioni principali, come anche fra proposizioni subordinate direttamente ad una medesima principale, ma fra loro indipendenti: si tratti dell’uno o dell’altro caso, il coordinamento può farsi in varii modi, che qui accenniamo.
Forme del coordinamento
§ 2. Forme del coordinamento. La forma più semplice del coordinamento è quella che dispone le proposizioni l’una appresso l’altra, senza veruna parola di congiunzione o di correlazione. Si tiravano de’ pomi, s’infioravano le fronti, si scioglievano le chiome, di nuovo le s’intrecciavano. Caro. – Odo già la scusa che voi mi volete addurre. Dite che se non vi fate voi la giustizia di vostra mano, ne va di sotto la vostra riputazione. Segneri. – Non si pretende che voi non sentiate le villanie, che non vi alteriate, che non vi accendiate, che siate sempre a guisa di un legno stupido. Segneri.
§ 3. Un’altra forma di coordinamento consiste nel preporre a tutte o ad alcune delle singole proposizioni un avverbio o un pronome o un numerale, che mostri chiara la relazione di esse fra loro. Tali sono, p. es. prima, poi o dipoi, quindi, poscia; ora, allora; oggi, dimani; parte, parte; questo, quello; alcuni, altri; primo, secondo ecc. Ovvero, nel ripetere la medesima parola più volte, p. es. Non vuole il Signore che andiamo spiando i fatti d’altri; vuole che attendiamo a noi stessi. Segneri. – Senza uomini dotti, il mondo potrebbe andare innanzi benissimo; senza uomini buoni, ogni cosa sarebbe sovvertita. Giusti.
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