Avverbii di negazione
§ 20. AVVERBII DI NEGAZIONE. Gli avverbii non e nè, si premettono a quell'idea che vuolsi negare. Le proclitiche e' e la si antepongono, la proclitica gli e le particelle pronominali o avverbiali oggettive si pospongono a non: p. es. e' non dice vero, la non è bella, non gli è savio, non ti credo, non glielo dico. Gli avverbii che rafforzano la proposizione negativa, punto, nulla, mica, guari, ancora, più, già, mai (vedi P. II, cap. VII, § 8), seguono regolarmente al verbo, e per lo più s'inseriscono fra l'ausiliare e il participio, come pure spesso fra il verbo finito e l'infinito che ne dipende; p. es. il fuoco non è punto spento; non ne ho mica veduti; non ho più voglia di parlare; non è ancora andato a letto; non ho potuto punto passeggiare.
Eccezionalmente tali avverbii si possono anche premettere alla negativa od al verbo. La luce agli occhi tuoi più non apparisce. G. Gozzi. - Io ancora non gli ho parlato. G. Gozzi. - Mai non vestì di tante gemme l'erba La novella stagion ecc. Poliziano. (Vedi cap. cit., § 7).
Preposizioni costruite con sostantivo
§ 21. Le PREPOSIZIONI costruite con sostantivo o con una parola sostantivata precedono non solo essa, ma anche quelle altre che possono venirgli anteposte; p. es. dal tanto lodato Cicerone; in una bella fresca ed erbosa selva; sotto bene accomodate tende ecc.
§ 22. La prep. con può interporre fra sè medesima e il sostantivo avverbii e complementi locali. Gli porse una scodelletta con entro acqua e aceto. Manzoni. - Una colonna con sopra una croce. Manzoni. - D. Abbondio stava sur una vecchia seggiola con in capo una vecchia papalina. Manzoni.
In poesia vi si frappongono anche dei complementi più lunghi. Levossi in piè con di fior pieno il grembo. Poliziano.
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