112. Quindi si tralascia generalmente il possessivo, quando si riferisce o a parti del corpo o a cose che si portano addosso.
Per esempio. Ho le gambe rotte, non le mie gambe; perdo la testa, non la mia testa; prendo il cappello, non il mio cappello, tranne il caso che fosse necessario distinguerlo da quello d'un altro: percuotilo col bastone, non col tuo bastone; egli levò fuori l'orologio non il suo ecc. Si tralascia anche quando si riferisce ad altre cose manifestamente proprie, come la casa, la camera, i parenti ecc. ecc.; per esempio: Egli va a casa. Ama il padre e la madre. Perdette due fratelli e tre amici.

113. 
Si eccettua il caso di un parlare passionato, ove debba porsi in rilievo la proprietà di qualche cosa o persona; per esempio: salvatemi il figlio mio, dove mio val quanto caro, amato o simili.

Gradi del possessivo
114. I possessivi sono capaci alcuna volta dei gradi di comparazione. Per scherzo possono farsi anche superlativi; per esempio: tuissimo, vostrissimo, forme usate nelle lettere amichevoli.

I dimostrativi determinati locali

Natura di questi pronomi
115. I dimostrativi determinati locali di cosa (eccettuato ciò) sono di loro natura aggettivi, ma si adoperano spesso come sostantivi riferiti ad un sostantivo di cosa; per esempio non voglio questo libro, ma quello. Non mi piace quella vita; ma questa ecc. ecc.

Pronomi dimostrativi di cosa riferiti a persona
116. I pronomi di cosa sostantivati si possono peraltro riferire anche a persona, nei seguenti casi:
Quando piuttosto che un individuo o più individui in particolare, vogliamo esprimere la qualità o la condizione, o l'ufficio loro semplicemente.
Quando il pronome sia spiegato e dichiarato per la prima volta dalle parole seguenti (relativi, aggettivi, locuzioni avverbiali).
Quando il pronome determinato si riferisca ad un altro pronome personale indeterminato come alcuno, qualcuno ecc.
In verso si godrà anche libertà maggiore, seguendo l'esempio di tutti i migliori poeti.