Proposizioni subordinate
Le subordinate si distinguono in subordinate di primo grado, quando sono tali rispetto alla principale; di secondo grado, quando sono tali rispetto ad un'altra già subordinata. Più subordinate del medesimo grado sono necessariamente coordinate fra loro. Per esempio Se gli uomini conoscessero i loro doveri, e praticassero la virtù, sarebbero meno infelici. Qui le due prime proposizioni sono tutte e due subordinate alla terza, ma sono fra loro coordinate. Invece: Io lodo coloro che adempiono i propri doveri, benché costino loro gravi fatiche. Qui la terza è subordinata alla seconda e questa alla prima, la quale è principale. Subordinate di terzo o quarto grado sono rare, perché intralcerebbero il senso.
Spesso i complementi attributivi hanno la forza e l'espressione di una proposizione subordinata e si possono ampliare nella medesima; per esempio
Chi da fanciullo ruba una mela, da adulto rapirà un tesoro; cioè quando è fanciullo ecc.
quando sarà adulto ecc.
Le subordinate si uniscono alla principale per mezzo di pronomi ed avverbi relativi (il quale, che, dove, quando
ecc.) o per mezzo di
congiunzioni causali (poiché ecc.), finali (affinché ecc.), comparative (così
come, tanto quanto ecc.), consecutive (talché, così che, da), condizionali (se
ecc.), concessive (benché ecc.) ecc. o per mezzo di pronomi e particelle
interrogative (che, quale, se ecc.):
possono anche prender forma di gerundio o di participio passato o d'infinito;
per esempio Studiando assiduamente imparerai la lingua italiana (cioè se studierai):
compiuti i propri doveri è dolce il riposo (cioè, dopoché sono compiuti ecc.):
io affermo che è dovere del saggio onorare Dio (cioè che è dovere ecc.).
Più proposizioni dipendenti coordinate fra loro si uniscono per mezzo
delle congiunzioni medesime, con cui si uniscono insieme le principali.
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