Aggettivi sostantivati con altri aggettivi
Gli aggettivi sostantivati
che abbiano preso quasi natura di sostantivo possono ricevere a loro volta altri
aggettivi, come per esempio il fiero bandito, un sapiente umile, il ricco prodigo, il
povero dispregiato, i potenti orgogliosi; il misero amante (e molti altri simili
derivati da un participio presente), il debole oppresso. Ma è contrario alla natura dell'italiano appoggiare
aggettivi ad altri aggettivi sostantivati che non abbiano questa forza; né
sarebbe detto bene un povero onesto, il piccolo valoroso, la bella sagace, il
gentile sventurato, il generoso ardito, il magnanimo amabile, le graziose
ridicole, il burbero benefico ecc. ecc.
Non si possono sostantivare due aggettivi separati da congiunzione, quando si
riferiscono alla stessa persona, come se dicessimo l'ignorante e presuntuoso,
dovendo dire l'uomo ignorante e presuntuoso; ovvero, senza la congiunzione,
l'ignorante presuntuoso (vedi qui sopra).
Aggettivi
in senso neutro
L'aggettivo, conservando la sua forma maschile singolare, può non riferirsi ad alcuna cosa determinata e indicare un concetto astratto da tradursi ora con un sostantivo astratto corrispondente, ora col nome cosa o cose, accompagnato dall'aggettivo stesso al femminile. Questo si chiama aggettivo in senso neutro, perché non si riferisce a nessuna cosa concreta o determinata. Anche qui si debbono distinguere diversi casi che accenneremo.
L'aggettivo è preceduto dall'articolo determinato: per esempio il vero, il bello, il
giusto, l'onesto, il facile, il difficile, il buono, il cattivo ecc. nel senso
di la verità, la bellezza, la giustizia ecc. o in altri casi le cose vere,
belle, giuste, oneste, facili, ecc.
Anche in numero plurale si adoprano eccezionalmente alcuni di questi aggettivi
sostantivati, ma son pochi e rari: per esempio i particolari per le particolarità; i
possibili, i veri, gli universali ecc.
L'aggettivo segue ad un di o del di senso partitivo: per esempio c'è del buono, nulla di bello, niente di nuovo ecc.
L'aggettivo senza articolo fa da predicato nominale ad un soggetto indeterminato o ad un intero concetto: per esempio questo non è giusto; non è conveniente che ecc. nel senso di cosa giusta, conveniente.
l'aggettivo è posto in locuzioni avverbiali, come da certo, in pubblico, di sicuro, agli estremi, all'ultimo, in sul primo, al vivo, sul vivo ecc.| Pagina precedente | Pagina seguente |
