Superlativo assoluto
Il superlativo assoluto, quello cioè terminante in issimo, non può regolarmente avere nessun complemento né con di né con fra né con altre parole. Negli scrittori più antichi può costruirsi anche con qualche complemento.
I medesimi superlativi non possono regolarmente congiungersi con degli avverbi di accrescimento o diminuzione né con avverbi comparativi.
Superlativi
irregolari
I superlativi irregolari ottimo, pessimo,
massimo, minimo, supremo, infimo, estremo,
ultimo, preceduti dall'articolo
determinativo, prendono il senso di superlativi relativi, ed equivalgono a
il
più buono, il più cattivo ecc.
Invece di migliore e peggiore, maggiore, minore, si usano spessissimo, nel
linguaggio familiare gli avverbi meglio e peggio e più e
meno.
Quando i comparativi irregolari diventano sostantivi astratti o neutri,
prendono la forma degli avverbi meglio, peggio, più, meno.
È decisamente antiquato usare maggiore, migliore e peggiore
in questo senso.
Circoscrizione del superlativo
Al posto del superlativo (assoluto) si può usare l'aggettivo semplice, accompagnato da qualche avverbio di accrescimento; per esempio molto bello, savio oltremodo, sommamente buono ecc. e anche ripetere due volte l'aggettivo stesso, per esempio bianca bianca, duro duro, grande grande.
Si noti come quest'ultima forma è più
frequente nel linguaggio familiare che in quello scritto, e per di più in quelle frasi,
in cui l'aggettivo è così ripetuto questi si riferisce piuttosto al verbo che
non al
nome, e prende quasi forza di avverbio.
La ripetizione della parola si fa anche con i sostantivi, con i verbi,
con gli avverbi.
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