Avvertenze generali
È un grande pregio dell'italiano l'avere i modi per esprimere con una sola parola la sostanza o la qualità accompagnate dalle idee accessorie di grossezza, piccolezza, graziosità, viltà, e malvagità; adoperando gli accrescitivi, i diminutivi, gli spregiativi, i peggiorativi. Non si deve però credere che sia facile usare bene questi modi, poiché l'uso di essi non è affatto arbitrario, ma è regolato da leggi generali e dalla consuetudine dell'uso. Crediamo quindi necessario fare alcune avvertenze su tal proposito, dichiarando e compiendo le cose già insegnate nella grammatica.
Non sempre si usano gli alterati
Innanzitutto non si può né si deve usare sempre il sostantivo alterato quando si deve esprimere la sostanza accompagnata dalle proprietà suddette; anzi è necessario servirsi spesso degli aggettivi grande, grosso, piccolo, vile, brutto, cattivo ecc. come fanno altre lingue che mancano o scarseggiano dei nomi alterati. Non è possibile dare in questo una regola fissa; ma in generale diremo, che i nomi alterati si usano quando la proprietà da essi indicata non deve essere posta eccessivamente in rilievo, perchè, se l'attenzione dovesse fermarsi principalmente su quelli, converrebbe meglio sciogliere il nome alterato con uno degli aggettivi riportati sopra.
Nomi alterati da evitare
Spesso il nome alterato non può formarsi, o
perchè suona male o perchè
goffo e ridicolo, oppure perchè equivoco rispetto ad altre parole. Sarebbero strani
da lupo, lupone, lupetto, mentre ben si usa lupicino; da
colomba, colombone; da
corvo, corvone ecc. (vedi qui sopra gli esempi); da calice,
calicino,
mentre bene si usa calicetto ecc. Per la stessa ragione del cattivo suono non si
può ripetere il medesimo suffisso di alterazione; come sarebbe libronone,
omacciaccio, cassettetta.
Sarebbero equivoci da monte, montone (il capro); da acqua,
acquetta (specie di
veleno); da lupo, lupino (il legume); da vento, ventino (moneta); da
mulo,
mulino (macchina da macinare) invece di muletto; da foglia,
foglione (foglio
grande) invece di fogliona; da sacco, saccone (materasso) ecc.
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