Usi frequenti dei pronomi personali
Io per me nel senso di io, ma con maggior forza.
Da me o da per me; da te o da per te; da sé o
da per sé; da loro o da per loro;
da me, te, noi medesimi o sim. nel senso di con le proprie forze, senza aiuto
d'altri.
Da me a me (o anche da me, da me; da sè, da sé); da te a te, da sè a sè nel
senso di con sè medesimo, nel proprio interno.
Da te a me, da lui a me e sim. cioè a quattr'occhi, senza che altri ci ascolti.
Nelle forme da me solo, da te solo, da noi soli ecc. è errore omettere il
pronome e dire, come alcuni fanno, da solo, da soli.
Dare del tu, del voi, del lei, per indicare il modo di volgere il
discorso ad una persona.
Stare o sim. a tu per tu con alcuno nel senso di non ceder punto
alle parole di alcuno.
Il me, il mio me, a maniera di nome, invece di la mia persona,
il mio interno. È frequente il dire un altro me.
Invece di me, te, lui ecc. si adopera talora in un senso più complessivo la
circonlocuzione il fatto mio, tuo, suo, o i fatti miei, tuoi, suoi
ecc.
Con meco, con teco, con seco sono forme da usarsi di rado in
prosa. Forme erronee: seco lui, seco lei, seco loro.
Quanto a noi usato per io, ed a voi ed ella invece di
tu, vedi, più oltre, il
capitolo dove si tratta delle persone del verbo.
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