Pronomi personali riferiti a cose
I pronomi personali nella forma
assoluta non si debbono regolarmente riferire ad altro che a persona od a cosa
personificata. Pure usano spesso gli scrittori antichi, e qualche rara volta
sarà lecito anch'oggi, riferire quelli di terza persona anche a cosa,
specialmente se di senso astratto, invece dei dimostrativi questo, quello ecc.
Nella forma congiuntiva i pronomi di terza persona si usano continuamente invece
dei dimostrativi questo, quello, ciò ecc. come vedremo nel capitolo che tratta
appunto di questi pronomi.
Pronome riflessivo
Il pronome riflessivo sé tanto nella forma assoluta
come nella congiuntiva (si) si riferisce sempre alla terza persona,
singolare o plurale, e significa persona e cosa ugualmente.
Nella forma assoluta viene sovente rafforzato
dal pronome d'identità stesso. (Vedi il capitolo, dove si tratta di questo
pronome.) Nelle altre persone il riflessivo si fa con le oggettive me, te, noi,
voi, mi, ti, ci, vi.
Lui, lei, loro invece di sé
Quando il riflessivo (se, si) dovrebbe
riferirsi ad un soggetto diverso da quello che regge la proposizione, in cui si
trova, viene sostituito regolarmente dai pronomi lui, lei, loro, lo, la ecc. E
si noti che il soggetto diverso può esser contenuto anche dentro un participio
passivo o dentro un infinito usati come complemento della proposizione; può
insomma una proposizione star racchiusa dentro un complemento verbale.
Quando però il soggetto sia di prima o
seconda persona, onde non nasca nessun equivoco, può giovare alla naturalezza
l'uso del riflessivo seco anche in questo caso.
Loro riferito ad un plurale si può adoperare comunemente invece di sé.
Ciò si usa regolarmente in
senso reciproco dopo fra, in mezzo e sim.; per esempio ragionavano fra loro e non
fra sé per distinguere più nettamente il plurale dal singolare.
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