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§ 19. Si adopera anche per indicare più chiaramente e con maggiore evidenza una
cosa detta avanti, specialmente quando sia alquanto lontana, o mischiata con
altri accessorii, con cui potrebbe confondersi. Pietro, al qual pareva del
ronzino avere una compagnia e un sostegno delle sue fatiche, forte sbigottì, e
immaginossi di non dover mai di quella selva potere uscire (sarebbe stato poco
chiaro questa). Boccaccio. - Si vide innanzi un grandissimo fuoco, perchè, come
fatto fu il dì chiaro, non senza paura della quercia disceso, verso là si
dirizzò, e tanto andò che a quello pervenne. Boccaccio.
Questo e quello in opposizione
§ 20. QUESTO E QUELLO ecc. IN OPPOSIZIONE. Questo e quello, questi e quegli
stanno in opposizione fra loro per indicare due cose o persone dette poco
avanti, la, seconda con questo, la prima con quello, sì nel sing. come nel plur.
Non volle Giano far esperienza di questi popolari favori, nè commettere la vita
sua ai. magistrati, perchè temeva la malignità di questi e la instabilità di
quelli. Machiavelli. - Dall'una parte mi trae l'amore e dall'altra mi trae
grandissimo sdegno. Quegli vuole ch'io ti perdoni, e questi vuole che contro a
mia natura in te incrudelisca. Boccaccio.
Di altri pronomi dimostrativi che possono far le veci di questo, cotesto,
quello, questi, quelli, riferiti a cosa detta o da dirsi, vedi il capitolo
seguente.
Altri usi del pronome quello
§ 21. ALTRI USI DEL PRONOME QUELLO. Quello Si usa ancora:
chiamando una persona con un nome comune, anzichè col proprio. Voi siete molto
altera, quella giovane. Firenzuola. - Con tutto quel garbo che seppe, gli disse:
quel signore! Manzoni:
dopo essere, parere e simili verbi nel senso di quel medesimo, quella medesima;
p. es. tu non sei più quello: non mi sembrava quella. - Ecco poi langue e non
par quella. Tasso:
invece dell'articolo lo, la, per segnare una cosa con maggior forza. Ov'è 'l
gran Mitridate, quell'eterno Nemico de' Romani? Petrarca. - Avevano quelli occhi
scerpellini, sicchè e' vedevano poco o niente. Firenzuola.
Forme enclitiche dei dimostrativi
§ 22. FORME ENCLITICHE DEI DIMOSTRATIVI. Anche i pronomi dimostrativi hanno
le loro forme congiuntive uguali a quelle dei pronomi personali puri di terza
persona; cioè lo od il, la, gli, li, le; oltre le enclitiche avverbiali ci, vi,
ne. Ed anche qui tali forme si adoprano, quando la cosa deve notarsi meno del
verbo, a cui è congiunta. Giove mi manda e vuole ch'io ti saluti da sua parte, e
in caso che tu fossi stracco di cotesto peso, che io me lo addossi per qualche
ora .... Se non fosse che Giove mi sforza di stare qui fermo e tenere questa
pallottola sulla schiena, io me la porrei sotto l'ascella o in tasca .... Io
stetti con grandissimo sospetto che (il mondo) fosse morto e pensava ....
l'epitaffio che gli dovessi porre. - Guarda di non lasciarla cadere (la palla)
che non se le aggiungessero altri bernoccoli o qualche parte se le ammaccasse. -
Hai paura che se tu non li chiami per nome (i giorni), che non vengano? - Le
loro proprie vicende le chiamavano rivoluzioni del mondo. Leopardi. - Non che
alcuna donna quando fatta fu (questa legge) ci prestasse consentimento (cioè a
quella). Boccaccio. - Essendo Pisa terra d'impero, pareva non appartenesse ad
altri che a Cesare la cognizione delle ragioni di quelli che vi pretendevano
(cioè a Pisa). Guicciardini. - Per lo più quelli che vanno dicendo a sè che la
virtù è un nome vano, non ne sono veramente persuasi (cioè, di questo). Manzoni.
Maggiori particolarità sull'uso di ci e vi saranno date nel capitolo degli
avverbii.
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