(continuazione dalla pagina precedente)
menarla buona ad alcuno, tollerare una ingiuria,
(Iddio ce la mandi buona, che la cosa vada bene);
pagarla (me la pagherà), farla pagare ad alc., vendicarsi di alcuno;
passarsela o passarla (spesso con bene o male), menar la vita, star bene o male;
pensarla bene, meditare su qualche cosa da farsi;
pigliarla o pigliarsela con alcuno, andare in colera con alcuno;
risparmiarla ad alcuno, non fargli un male che si aspettava; p. es. Questa volta
me l'ha risparmiata;
saperla lunga, esser molto pratico, accorto;
scamparla, sfuggire da un pericolo;
sentirla bene o male, accogliere qualche nuova con soddisfazione o con
dispiacere;
sonarla ad alcuno, fargli un tiro, ovvero, dirgli una verità amara;
spuntarla, ottener un intento molto contrastato;
succiarsela, prender con pazienza qualche ingiuria;
tagliarla corta, dissimulare o far le viste di non intendere;
vederla (nella frase la vedremo), cioè, far la prova di un avversario;
vincerla, vincere un ostacolo; volerla con alcuno, andare in collera con alcuno.
Alcuni esempii: I traditori l'accoccherebbero al lor padre. Lasca. - Quando tu
senti un altro che ti lodi, Non fare il grande e non te l'allacciare. Berni. -
Color l'han visto ed ei se l'è battuta. Buonarroti - Somigliando a questa volta
un prudente, fece visto di bersela. Firenzuola. - Egli è pur molto meglio il
farla ad altri, che lo aspettar ch'altri la faccia a te. Giambullari. - Ella se
l'è legata al dito, E l'ha presa co' denti e se n'affanna (l'ha presa co' denti,
cioè si è messa con tutto lo studio all'opera della vendetta). Lippi. - Noi ce
la dobbiamo qui passare con rivolger per l'animo gli anni eterni. Segneri. - Il
giorno seguente, nel quale non si prese l'acqua, se la passò ragionevolmente
bene. Redi. - Se noi avevamo da andare più oltre, noi l'avremmo passata male.
Sassetti. - Può dunque a voi mai cadere in pensiero di pigliarla contro Dio?
Segneri. - Di tre agnelli i due ultimi la scamparono. Redi. - Io che son stato
sempre dolce quanto i lupini giulebbati con l'acqua forte, me la sono succiata
anch'io come gli altri. Salvini.
Lo in senso neutro
§ 26. LO IN SENSO NEUTRO. Lo (di rado il) corrisponde a quello, questo,
cotesto usati in senso neutro (vedi più indietro § 7) o a ciò (vedi più sotto §
27). Si adopera in due modi:
come oggetto. Se questo ancora volete ch'io mi guadagni co' miei sudori .... io
mel guadagnerò (mi guadagnerò ciò). Segneri. - Questa sera si fa la scritta ed
io lo so di buon luogo. Firenzuola. - Perchè viviamo noi? .... Che so io di
cotesto? Meglio lo saprete voi che siete uomini. Io per me ti giuro che non lo
so. Leopardi:
come predicato nominale dopo essere e parere, tanto riferito a maschio, quanto a
femmina, tanto singolare, quanto plurale. Fu generalmente d'animo quieto e
tranquillo, non tanto perchè naturalmente il fosse, quanto perchè si ostinava a
voler esserlo. F. Zanotti. - Vedete quanti figliuoli rimasti senza padre!
Siatelo per loro. Manzoni. - Siccome tutte le carni morte, tutte l'erbe e tutti
i frutti sono un nido proporzionatissimo per le mosche e per gli altri
animaletti volanti, così lo sono ancora tutte le generazioni di funghi. Redi. -
Quando per altro la chiarezza non lo richiegga, sarà meglio omettere questo lo,
come sogliono fare i buoni scrittori, o sostituirgli il dimostrativo tale (vedi
cap. seg., § 10).
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