Uso del pronome ciò
§ 27. USO DEL PRONOME CIÒ. Il pronome ciò ha sempre significato neutro
equivalente a questo, quello, codesto senza distinzione, ed è invariabilmente di
numero singolare. Il popolo di questa terra vedendo ciò, si leverà a romore.
Boccaccio. - E di lagrime vivo a pianger nato, Nè di ciò duolmi. Petrarca.
È raro nel parlar familiare, ma frequentissimo negli scrittori. Essendo
indeterminato, è anche più comprensivo de' suoi corrispondenti, e quindi si usa
specialmente quando si voglia abbracciare tutto insieme un concetto complesso,
poco avanti enunciato, e più sovente davanti al relativo che: ciò che = quello
che. P. es. .... Fa' ciò che ti piace. Non si usa bene riferito ad un oggetto o
fatto particolare; p. es. ciò è terribile, invece di dire questa è una cosa
terribile o in altro modo somigliante.
Frasi con ciò
§ 28. FRASI CON CIÒ. Con questo pronome si formano parecchie frasi
avverbiali: perciò, contuttociò, ciò non ostante ecc. ecc.
Cioè = ciò è, è avverbio dichiarativo di qualche cosa detta innanzi (come vale a
dire); e benchè in origine accenni a tempo presente singolare, essendo ormai
divenuto avverbio, può riferirsi a qualunque tempo e numero. Egli è andato
cercando ch'io faccia quello che io non volli mai fare, cioè ch'io racconti le
cattività sue. Boccaccio. - Quel che non puoi avere inteso, Cioè come la morte
mia fu cruda, Udirai. Dante. - Alcun di loro, cioè frate Filippo Lungo, fu
toccato col carbone. Fioretti S. Francesco. - Alle cui leggi, cioè della natura,
voler contrastare troppo gran forze abbisognano. Boccaccio.
Anticamente il verbo essere dopo ciò, si conjugava dicendo ciò sono, ciò era,
ciò erano, ciò furono ecc. ecc.
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