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Collegamenti rapidi: Natura dei pronomi relativi - Quale e tale - Quale senza tale - Quale nelle comparazioni - Quale in senso partitivo - Quale in frasi interrogative ecc. - Quanto - Quanto in frasi interrogative ecc. - Che - Cui invece di che - Che con ellissi della preposizione - Che in frasi dubitative o interrogative o esclamative - Che con articolo - Il quale - Uso di il quale - Chi - Chi in frasi interrogative - Chi in senso indeterminato - Chi .... chi - Il suffisso unque - Pronomi relativi con l'avverbio mai

(continuazione dalla pagina precedente)
quando la proposizione relativa è staccata notabilmente dalla principale, o dando principio a un nuovo periodo, o ad un membro nuovo del periodo medesimo. Fu in Perugia un giovane, il cui nome era Andreuccio di Pietro, cozzone di cavalli: il quale avendo inteso che a Napoli era buon mercato di quelli .... con altri mercatanti là se n'andò. Boccaccio. - Il fanciullo, come sentito l'ebbe cadere, così corse a dirlo alla donna. La quale, corsa alla sua carnera, prestamente cercò se i suoi panni v'erano. Boccaccio. (Vedi Parte II, nel capitolo delle Proposizioni relative);

quando il relativo deve, per chiarezza, distinguere il singolare dal plurale, e il maschile dal femminile, e viceversa (ufficio, a cui non basta che voce indeclinabile). Dove egli si posa, dintorno a quello si aggirano, invisibili a tutti gli altri, le stupende larve già segregate dalla consuetudine umana, le quali (che o cui sarebbero equivoci) esso Dio riconduce per quest'effetto in sulla terra. Leopardi. - Lascio l'infinita varietà dei giudizii e delle inclinazioni dei letterati, per la quale (per cui sarebbe equivoco) il numero delle persone atte a sentire le qualità lodevoli di questo libro si riduce ancora a molto meno. Leopardi.
Inoltre si usa il quale, quando la sentenza o il periodo abbiano già molti che o cui, onde l'aggiungerne un altro porterebbe oscurità o stento o cattivo suono.
 

Chi

§ 20. CHI relativo personale differisce dagli altri pronomi relativi, perchè racchiude in sè stesso il dimostrativo corrispondente, ed equivale a colui che. La prima parte (colui) può essere soggetto, oggetto e termine: la seconda (che) regolarmente è soggetto. Chi non ha debiti è ricco. Giusti, Proverbii. - La maldicenza rende peggiore chi parla e chi ascolta e per lo più chi ne è l'oggetto. Manzoni. - Nelle opinioni si considera piuttosto la persuasione di chi crede, che la verità delle cose credute. Manzoni. - Tutt'e due si volsero a chi ne sapeva più di loro. Manzoni.
Si accorda regolarmente col maschile, ma nell'uso parlato anche col femminile. Chi è bella nasce maritata. Giusti, Proverbii.
Si usa anche dopo come invece di colui o quello: Alcuni andavan gettando le lor semente a malincuore, come chi arrischia cosa che troppo gli preme. Manzoni.
È raro che la parte relativa (che) di chi sia oggetto o termine, amandosi meglio sostituire le forme sciolte colui che, uno che. Non son colui, non son colui che credi. Dante. - Pur se ne trovano esempi così negli scrittori come nel vivente parlare. - Io non son forse chi tu credi. Petrarca. - Negasti il suo a chi (a colui al quale) si doveva. Segneri. Non si potrebbe per altro costruire il chi in reggimento diverso da quello, in cui sta colle parole antecedenti, p es.. Parlo di chi (di colui al quale) tu facesti ingiuria.

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