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Collegamenti rapidi: Natura dell'articolo - Articolo determinato - Nomi determinati di per sé - Nomi determinati dal contesto - Articolo indeterminato - Uso di un in senso traslato - L'articolo partitivo indeterminato del - Eccezioni con i nomi propri - Con i nomi di famiglia - Con i nomi geografici - Con il nome Iddio - Con voci indicative - Con pronomi personali - Con il pronome uno - Con tutto - Con il relativo che - Con i pronomi possessivi - Con titoli d'onore - Con i numerali - Nelle frasi vocative - Omissione regolare degli articoli - Con l'apposizione - Nei complementi di qualità, modo ecc. - Con i nomi di provincia - Nei proverbi e sentenze - Nei titoli, rubriche ecc. - Nelle enumerazioni - Nelle frasi negative ecc. - Parole di quantità - Nelle comparazioni - Articolo usato senza necessità - Ripetizione degli articoli

Natura dell'articolo

§ 1. NATURA DELL'ARTICOLO. La nostra lingua, pittoresca com'essa è di natura, usa far precedere i nomi sostantivi, o qualunque parola adoperata a maniera di nome sostantivo (quando venga riguardata come cosa individua), da una voce dimostrativa, sempre proclitica, detta articolo, che, come osservammo nella Grammatica (I, II, 3 e 9) risulta da due pronomi: il o lo, la, ed un, una. Differiscono fra loro in ciò, che il primo indica l'individuo in particolare (come quel tale); il secondo lo indica in generale. cioè semplicemente come appartenente a un dato genere (uno di quelli). Il primo dicesi articolo determinato, il secondo indeterminato. Mediante gli articoli possono divenire sostantivi tutte le parti del discorso (vedi addietro, cap. I, § 16).

Articolo determinato

§ 2. ARTICOLO DETERMINATO. L'articolo il lo la adunque si premette ai nomi sostantivi, quando sono adoperati individualmente in un senso determinato. I nomi possono essere determinati da sè stessi, o determinarsi dal contesto del discorso.

Nomi determinati di per sé

§ 3. NOMI DETERMINATI DI PER SÈ. Nomi determinati da sè stessi son quelli che significano cose uniche in natura, p. es. il sole, la luna, la terra; i nomi di materia, l'oro, il rame, il vino; i nomi proprii di nazioni, di grandi isole, di fiumi, di monti, di laghi, p. es. la Francia, la Corsica, il Tevere, l'Appennino ecc. ecc.; i nomi usati in senso d'antonomasia, p. es. la società, la Provvidenza - La calamita ha due nemici: l'uno è il fuoco, il quale toglie affatto la virtù sua di tirare; l'altro è il diamante, il quale non toglie a lei veramente la sua virtù, ma le toglie l'uso. Segneri.
Quanto alle eccezioni, vedi più oltre.

§ 4. Tali pur sono i nomi di tutte le altre cose, quando vengono adoperati per designare in totalità un genere od una specie; p. es. l'uomo (cioè, il genere umano, tutti gli uomini); il poeta (chiunque è poeta); l'artefice; la città (l'essere di città, qualsivoglia città); il libro; la casa; la virtù; la giustizia ecc. Io ho sempre inteso l'uomo essere il più nobile animale, che tra i mortali fosse creato da Dio. Boccaccio. - In tanto numero ed ampiezza di scienze .... lo studioso è necessitato a sforzarsi di abbracciarle tutte. Leopardi. - La virtù è un abito dell'animo ad eleggere ciò che nel mezzo dimora. S. Concordio. - La modestia ingentilisce e consolida la speranza. Tommaseo.

§ 5. Quindi i plurali tutti, quando rappresentano una totalità compiuta di cose, si usano coll'articolo. La stessa industria e fatica che i filosofi e gli scienziati (cioè tutti quanti ce ne sono) usano a procurare la propria gloria, coll'andare del tempo sono causa o di spegnerla o di oscurarla. Leopardi. - E vedremo che molte eccezioni nell'uso dell'articolo non vanno oltre il singolare.

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