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Collegamenti rapidi: Divisione dei verbi - Verbi intransitivi - Verbi transitivi - Verbi servili - Verbi composti - Verbi con l'oggetto sottinteso - Verbi di doppio senso - Omissione del si coi riflessivi - Verbi con doppia costruzione

Divisione dei verbi

§ 1. DIVISIONE DEI VERBI. I verbi, quanto al significato, si distinguono primieramente in transitivi ed intransitivi (Gramm., II, XVIII, 3). I transitivi esprimono un'azione che movendo dal soggetto può passare in un obietto, tale cioè, che può venire sofferta da una cosa o persona, distinte dal soggetto stesso. Gl'intransitivi esprimono un'azione che rimane nel soggetto, non potendo essere sperimentata o sofferta da nissuna altra cosa. Cominceremo da questi, come più svariati.

Verbi intransitivi

§ 2. VERBI INTRANSITIVI. Gl'intransitivi si riducono alle classi seguenti:
A. verbi, in cui l'azione non è veramente fatta dal soggetto, ma si compie naturalmente in esso, il quale la soffre, e n'è soggetto ed oggetto al tempo stesso: l'azione insomma si riguarda come uno stato del soggetto. Tale è primieramente il verbo essere, e poi tutti quelli che indicano un principiare o un cangiare o un cessare o un manifestarsi od occultarsi dell'essere; p. es. nascere, morire, divenire, apparire, crescere, ringiovanire, invecchiare, spuntare, sbocciare, scoppiare, maturare, mancare, finire ecc. Così pure tutti quelli che indicano fortuna, caso, valore intrinseco e sim.; p. es. avvenire, toccare, costare, appartenere ecc.;
B. verbi indicanti un'azione fatta dal soggetto o istintivamente o volontariamente, ma tale che non esce fuori di esso. Tali sono i verbi di moto dell'animale, come andare, entrare, uscire, venire, correre, volare ecc.; certe operazioni corporali o spirituali: dormire, russare, pranzare, cenare, vegliare, parlare, gridare, abbaiare, mugghiare (e simili voci degli animali); pensare, meditare, riflettere ecc. Si eccettuano quindi i verbi di percezione, che sono transitivi, p. es. sentire, vedere, udire, toccare, fiutare, conoscere, apprendere, considerare, osservare, ascoltare ecc. ecc. Si eccettuano pure mangiare, bere, e i verbi di simile significato, che sono transitivi;
C. verbi, in cui l'azione fatta dal soggetto ritorna sul soggetto stesso, quali sono i riflessivi assoluti (vedi Gramm., P. II, cap. XXV, § 8); accorgersi, vergognarsi, astenersi, ammalarsi, apporsi, lagnarsi, sovvenirsi ecc.
D. verbi impersonali (vedi Gramm., Parte II, cap. XVII, § 1, 2); p. es. lampeggia, piove, tuona, bisogna, basta, accade, sembra, duole, giova ecc.

Verbi transitivi

§ 3. VERBI TRANSITIVI. Sono transitivi gli altri verbi; quelli cioè che indicano un'azione, la quale si compie fuori del soggetto, e viene ricevuta da un oggetto come amare, odiare, vendere, comprare, possedere, vincere ecc. L'oggetto può essere ora cosa, ora persona, come vedremo parlando dei complementi.

Verbi servili

§ 4. VERBI SERVILI. I verbi volere, potere, sapere, (nel senso di potere), dovere, non appartengono propriamente nè ai transitivi, nè agl'intransitivi (benchè possano entrare nella seconda categoria di questi), ma prendon lor natura dall'infinito espresso o sottinteso, che ne dipende, e per la subordinazione che essi hanno agli altri verbi, erano chiamati dagli antichi grammatici servili. P. es. posso morire, voglio rinascere, sono intransitivi; debbo mangiare, posso scrivere, sono transitivi.

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