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Collegamenti rapidi: Omissione dei pronomi davanti al verbo - Uso del plurale per il singolare - Uso della seconda persona - La seconda plurale per la seconda singolare - La terza persona invece della seconda

La terza persona invece della seconda

§ 7. LA TERZA PERSONA INVECE DELLA SECONDA. La terza persona singolare e la terza persona plurale si usano invece della seconda singolare o plurale, quando rivolgiamo direttamente il discorso ad una o più persone, con cui non abbiamo o non vogliam mostrare confidenza nessuna, specialmente in segno di rispetta e di soggezione. Deriva questo costume dai titoli, soliti darsi ai personaggi ragguardevoli, di Signoria, Eccellenza, Altezza, Eminenza, Maestà, Paternità, Santità, facendoli precedere da vostra o vostre. Vostra Signoria (o in forma abbreviata Vossignoria), la Signoria Vostra, Vostra Eccellenza, le Vostre Eccellenze, la Maestà Vostra, e, in plurale, Le Signorie Vostre, Le Vostre Signorie ecc. ecc.

Questi titoli si adoperano anche parlando di persona, cui non si rivolga il discorso; nel qual caso vi si appongono i possessivi suo, loro. P. es. Oggi è arrivata Sua Maestà il Re, ovvero (ma più raro e più scelto) la Maestà del Re. Come V. M. Cristianissima potrà vedere per lettera di lor Signorie. Casa. - Dirigendo una lettera può scriversi A Sua Eccellenza il Ministro ovvero All'Eccellenza del Ministro, e così per gli altri titoli.
I verbi, i participii e gli attributi si concordano in numero e genere col titolo astratto e col pronome Ella, Elleno, che ne tiene le veci, e però si fanno di genere femminile anche quando riferisconsi a maschio. V. S. Illustrissima è occupata ed importunata da molti. Casa. - Ella sarà stata certamente occupata. Leopardi. - V. S. ne resterà soddisfatta .... Io l'amo di quanto amore io ho, e di quanto ella è degna, e pregandola per tutta la sua cortesia ch'Ella non mi sia scarsa del suo, con tutto il cuore me le raccomando. Caro. - Accetti Ella da me il mio buon animo; siccome resti certificata che questa canzone a mio giudizio è la più poetica, e la più piena di nobili fantasie, di quante Ella ne abbia fatte. Redi. - Signor conte pregiatissimo. Sebbene io non possa ancora darle notizia certa del partito ch'io potrò prendere circa il fermarmi qui o tornare a Bologna, non voglio però lasciare di salutarla e di ridurmele, fin da ora, alla memoria, com'Ella è e sarà sempre nella mia. Leopardi. - Alla quale V. M è debitrice di molto amore. Casa. - La questione proposta da V. S. Ill.ma (Pietro Bardi) è, onde avvenga che andando nella stagione caldissima per bagnarsi nel nostro fiume d'Arno, essendosi spogliata e trattenendosi ignuda per qualche tempo in luogo ombroso in riva al fiume, dove non sente alcuna molestia nè di caldo nè di freddo, trattenendosi, come dico, ignuda e all'ombra, nell'entrare poi nell'acqua sente notabilissima e quasi insopportabile offesa di freddo: stata poi per qualche tempo nell'acqua e assuefatta, per cosi dire, alla sua temperie, va comportando tal freddezza assai temperatamente. Galilei.

§ 8. È però usanza nelle lettere confidenziali e nei dialoghi di concordare il genere dei participii e degli attributi col sesso, piuttostochè col titolo o col pronome. V. S. sia contento d'ascoltare. Casa. - Lo veggo ricordevole di tutti gli amici suoi, e specialmente di V. S. la quale (egli) ama cordialissimamente e per le sue rarissime qualità, e perchè le pare che V. S. le sia officioso. Caro. - V. S. è guarito. Caro.
Lor signori, signore; richiedono sempre la concordanza di genere tanto negli aggettivi, quanto ne' participii; per es. Lor signori sono molto buoni; Lor signore .... buone; lor signori sono partiti; lor signore sono rimaste (riferito a donne). Cfr. addietro, cap. V, § 7
Quando non si appone signori o signore, dicesi regolarmente essi o esse. Com'essi (parla ai suoi alunni) non hanno lasciato di farmi degli annunzi di felicità .... così pure io non posso lasciare di far loro augurii di ogni bene. P. Farini. - Dire eglino, elleno puzzerebbe di affettazione. Usare soltanto loro anche come soggetto è molto comune, ma i parlatori eleganti lo sfuggono, come pure Lei per Ella, fuorchè nei casi indicati nel cap. VI, § 6.
Nell'uso fiorentino ella si pospone quasi sempre all'interrogazione: che fa Ella? Sa Ella? Che dic'Ella? Fuori di questo caso dicesi sempre Lei per Ella.
Quanto all'uso della terza persona in senso impersonale, vedi più oltre il cap. sugli impersonali.

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