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Collegamenti rapidi: Tempi semplici e composti - Verbi ausiliari propriamente detti - Gli ausiliari con i verbi intransitivi - Gli ausiliari con i verbi riflessivi - Gli ausiliari con gli impersonali - Gli ausiliari con i verbi transitivi - Gli ausiliari con i verbi di doppio senso - Ausiliari nella forma passiva - Uso di venire come ausiliare - Andare in senso di necessità - Gli ausiliari con verbi che reggono l'infinito - Ellissi dell'ausiliare - Avere ed essere non ausiliari - Ausiliari impropriamente detti

Tempi semplici e composti

§ 1. TEMPI SEMPLICI E COMPOSTI. I tempi che si formano cogli ausiliarii si dicono tempi composti, a differenza degli altri, detti semplici. I transitivi attivi e gli intransitivi hanno nell'indicativo quattro tempi composti, cioè il passato prossimo, il trapassato prossimo, il trapassato remoto ed il futuro anteriore; nell'imperativo il passato; nel condizionale il passato; nel congiuntivo il passato ed il trapassato; e nell'infinito, nel participio, nel gerundio pure il passato. La forma passiva ha composti tutti quanti i suoi tempi.

Verbi ausiliari propriamente detti

§ 2. VERBI AUSILIARII PROPRIAMENTE DETTI. Gli ausiliaria propriamente detti sono due; avere ed essere, il primo de' quali serve al concetto di azione, il secondo al concetto di stato, condizione e sim. Avere forma i suoi tempi composti coi proprii tempi semplici, p. es. ho avuto; essere si vale del participio di stare (stato), a cui premette pur esso i tempi semplici: sono stato, era stato.
I filologi hanno riscontrato con sicurezza che l'ausiliare avere è divenuto mezzo di formazione anche per alcuni tempi che pur si tengono come semplici: tali sono il futuro dell'indicativo (leggerò, ai, à ecc. = leggere ho, hai, ha ecc.), l'imperfetto del condizionale (leggerei, esti, ebbe = leggere èi, cioè ebbi, leggeresti = leggere esti per avesti; leggerebbe = leggere ebbe ecc.). Vedi la mia Grammatica Storica estratta dal Diez.
La forma attiva si serve solo dei tempi semplici degli ausiliarii, premessi al participio passato. Per sapere quali verbi richiedono l'ausiliare avere, quali essere, convien fare le distinzioni seguenti.

Gli ausiliari con i verbi intransitivi

§ 3. GLI AUSILIARII COI VERBI INTRANSITIVI. I verbi intransitivi della specie A (vedi cap. XIV, § 2) usano come ausiliare essere; p. es. sono nato, erano morti, furono divenuti, è spuntato, è apparso, è invecchiato, sono infermati, sono caduti ecc. - Avresti mille volte desiderato di mai non esser nata. Boccaccio. - Vorrei che la fosse toccata a voi, come è toccata a me. Manzoni.
Vivere preferisce, come gli altri, l'ausiliare essere. Sempre lieto e contento sono vivuto e vivo. Passavanti. - Quel tempo che tra voi sono vissuto, sono vissuto certo beato. Giambullari. - Nondimeno può prendere anche avere, specialmente se si voglia porre in rilievo la materiale estensione della vita. Più d'Ecuba e più della Cumea, Ed avea più d'ogni altra mai vivuto. Ariosto. Deve poi prendere avere, se regge il falso oggetto vita, p. es. tu hai vissuto una vita felice. II verbo appartenere può costruirsi tanto con essere, quanto con avere.

§ 4. Gl'intransitivi della specie B (quelli cioè che indicano un'azione istintiva o volontaria del soggetto) prendono l'ausiliare avere: p. es. ho dormito, avea vegliato, ho parlato, ebbi pensato, ebbero pranzato, ho abitato, ho dimorato ecc. ecc. Molto avevan le donne riso del cattivello di Calandrino. Boccaccio. - Ha ragghiato oggi l'asino della porta. D. Compagni.

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