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Collegamenti rapidi: Tempi semplici e composti - Verbi ausiliari propriamente detti - Gli ausiliari con i verbi intransitivi - Gli ausiliari con i verbi riflessivi - Gli ausiliari con gli impersonali - Gli ausiliari con i verbi transitivi - Gli ausiliari con i verbi di doppio senso - Ausiliari nella forma passiva - Uso di venire come ausiliare - Andare in senso di necessità - Gli ausiliari con verbi che reggono l'infinito - Ellissi dell'ausiliare - Avere ed essere non ausiliari - Ausiliari impropriamente detti

(continuazione dalla pagina precedente)
§ 5. Vanno sotto questa categoria anche i verbi che denotano un errore, come errare, sbagliare, ecc. Per es. ho errato. Così pure sognare (ho sognato) e sonnacchiare. Aggiungi naufragare (ho naufragato) che propriamente vuol dire rompere la nave.

§ 6. Quanto ai verbi indicanti il moto dell'animale, contenuti anch'essi in questa categoria, bisogna fare una distinzione. Quando nel verbo si considera non l'azione in sè stessa, ma lo scopo di essa, in quanto cioè essa ha ragione di semplice mezzo che serve al fine di trovarsi in un luogo, allora si adopera l'ausiliare essere. Perciò si dice sempre sono andato, sono venuto, sono partito, sono entrato, sono uscito, perchè questi verbi non pongono in alcun rilievo l'atto materiale di chi va, viene eco. Quando invece si considera più l'azione stessa o nel suo accadere o nella sua estensione, allora si usa l'ausiliare avere. Quindi si dice soltanto ho camminato (e non sono camminato), ho passeggiato, ho vagato, ho viaggiato. In conseguenza vi sono alcuni di questi verbi che, variando significato, variano pure ausiliare. Tali sono correre, montare, scendere, salire, saltare, volare ed altri. Usati nella prima maniera si costruiscono con essere, p. es. sono corso in camera, sono salito o sceso nel piano superiore o inferiore, l'uccello è volato alla preda, è volato via, fuori, in casa ecc. Usati nella seconda si costruiscono con avere: ho corso, ho salito, ho volato (per indicare semplicemente la maniera del moto), ho sceso molto, ha volato rapidamente ecc. In questo senso e con questo ausiliare essi possono avere anche un apparente oggetto, che limita l'azione stessa, per esempio: ho corso un miglio, ho corso il palio, ho salito, montato, sceso le scale ecc. (V. la P. II, dove si tratta. dei complementi).

Esercizii: Essendo Salabaetto da lei andato una sera, costei cominciò a cianciare. Boccaccio. - Io era già da quell'ombre partito. Dante. - Io ho già molto camminato. Boccaccio. - Questa notte gli ecclesiastici sono corsi a S. Martino. Ariosto. - Ascanio aveva dato al Papa non leggier motivo di dolersi di lui per esser corso con alcuni cavalli in su quel della Chiesa. Botta. - Non avea il pino allora Corso l'onde marine. Varchi.
Dimorare può costruirsi con avere e con essere. Essendoci già buon tempo dimorato. Boccaccio.:

Gli ausiliari con i verbi riflessivi

§ 7. GLI AUSILIARII COI VERBI RIFLESSIVI. Gl'intransitivi della specie C, vale a dire tutti i verbi conjugati in forma riflessiva (con mi, ti, si, ci, vi, si), siano essi usati in senso riflessivo o altrimenti, pigliano regolarmente l'ausiliare essere. P. es. mi sono vestito, costoro si sono odiati, egli si era spaventato, mi sono abboccato con alcuno, mi sono adirato, tu ti sei ricordato o dimenticato, si sono vergognate, mi sono messo il cappello in capo, tu ti sei guadagnato il pane, mi sono letto le rime del Petrarca.

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