| Collegamenti rapidi: Uso dell'indicativo - Il presente - Il passato prossimo - L'imperfetto - Il trapassato prossimo - Il passato remoto - Il trapassato remoto - Il futuro - Il futuro anteriore |
Uso dell'indicativo
§ 1. USO DELL'INDICATIVO. L'indicativo afferma l'azione come reale
e di fatto, è il modo della certezza, e mostra che chi parla è sicuro di ciò che
dice. È quindi anche il modo obiettivo, quello cioè, in cui chi parla prescinde
dalle sue opinioni e da ogni condizione, considerando soltanto il fatto nella
propria realtà.
Esso ha suo luogo specialmente nelle proposizioni principali (vedi Prelim., §
13), ma può anche averlo nelle dipendenti e subordinate, quando queste esprimono
un giudizio positivo, una sicurezza. P. es. Questa (lettera) sarà per dirvi che
io son vivo; e che quei che scrive son io e non un altro. Caro. - Si assicuri V.
S. che la sua febbre mi ha tenuto afflittissimo. Redi. - Tu se' un calamajo che
mi piaci, poichè secondo il bisogno sai ungere e pungere. Gozzi.
Solamente nell'indicativo si trova ben distinto il valore temporale di presente,
passato e futuro colle loro singole gradazioni (Gramm. P. II, cap. XVIII, § 8 e
17). Qui pertanto noi dobbiamo determinar bene l'uso di tutti i tempi nel loro
modo indicativo.
Il presente
§ 2. IL PRESENTE indica propriamente un'azione (o uno stato o modo
di essere) che accade o esiste nel momento in cui parliamo, sia che cominci o
duri o finisca. Chi sei? che cerchi in questi luoghi, dove la tua specie era
incognita? - Sono un povero Islandese che vo fuggendo la Natura, e, fuggitala
quasi tutto il tempo della mia vita per cento parti della terra, la fuggo adesso
per questa. - Io sono quella che tu fuggi. Leopardi. - Quelle isole che
comunemente sono chiamate Molucche, sono molte di numero e poste sotto il
circolo equinoziale; e da tramontana verso mezzodì sono lontane fra di loro
quasi venti leghe, e niuna di esse gira più di sei. Serdonati.
§ 3. L'uso del presente però si estende anche ai seguenti casi:
a indicare cose e fatti che durano sempre, o che si riferiscono ugualmente al
passato, al presente, al futuro. Quindi le sentenze, i precetti, le
considerazioni astratte di qualunque genere, adoperano il. presente. La brevità
genera il più delle volte oscurezza, e la lunghezza fastidio. Ma perchè la prima
e principal virtù del parlare è la chiarezza, par che ne apporti men danno
l'esser fastidioso che oscuro. Varchi. - Nella vita di ciascun uomo Iddio vede
innumerabili connessioni, concatenazioni o serie di avvenimenti, le quali, come
tante strade maestre, conducono altre dirittamente alla gloria, altre
dirittamente alla perdizione. Segneri. - A ciascuno sua patria è molto cara. Chi
co' savii conversa savio diventa. S. Concordio. - In un popolo corrotto i
giovani sono oziosi, i vecchi lascivi, e ogni sesso e ogni età è piena di brutti
costumi. Al che le leggi buone, per esser dall'usanze guaste, non rimediano.
Machiavelli. - Le tribolazioni aguzzano il cervello. Manzoni:
per citare le parole o le opinioni di uomini celebri: S. Gregorio scrive che fu
un sant'uomo che ebbe nome Costanzo. Passavanti. - Di quanta umiltà fu costui,
dice S. Gregorio, il quale amò colui che lo spregiava! Passavanti. - Pitagora
dice che le sfere celesti hanno un certo suono così dolce, ch'è una maraviglia.
Leopardi:
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