| Collegamenti rapidi: Uso dell'indicativo - Il presente - Il passato prossimo - L'imperfetto - Il trapassato prossimo - Il passato remoto - Il trapassato remoto - Il futuro - Il futuro anteriore |
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§ 7. Perciò in unione con altri tempi passati (o col presente storico) indica le
circostanze che accompagnano un'azione principale. Già si tacea la Fiaminetta e
ciascun rideva ancora del nuovo argomento dallo Scalza usato, quando la reina
(regina) ingiunse a Filostrato che novellasse. Boccaccio. - Alla moglie che
dirottamente piangea, disse: Luisa mia, quanto posso io vivere? Davanzati. -
L'assediato, vedendo che il nemico non dava segno di ritirarsi, aprì una
finestra. Manzoni. - Mentre una notte (Venceslao) soletto se ne tornava,
conforme era suo solito, dalla chiesa; eccoti Boleslao che uscendo dagli
agguati, lo investe col ferro ignudo. Segneri.
Spesso un imperfetto sta in corrispondenza di un altro, e ciò quando le due
azioni sono contemporanee fra loro, e durano ugual tempo. Mentre il dottore
leggeva, Renzo gli andava dietro lentamente con l'occhio. Manzoni.
§ 8. Talora l'imperfetto denota un tentativo od un principio di azione, che non
ha poi compimento, perchè interrotta d un'altra. Già si chinava ad abbracciar li
piedi Al mio dottor; ma e' gli disse: frate, Non far ecc. Dante.
Quindi si usa anche in luogo del passato del modo condizionale, principalmente
coi verbi dovere, potere e cogl'impersonali : bisogna, conviene, fa d'uopo ed
altri simili, indicanti convenienza. Mio nome doveva essere (avrebbe dovuto)
Giacinto Albonesi. Luigi Muzzi. - Fingete che si fossero trattenuti a quei
giuochi, a cui forse potevano (sarebber potuti) intervenire senza grave
rimordimento. Segneri.
Ciò avvien pure spesso nei membri periodici condizionali, come vedremo a suo
luogo nella Parte II.
§ 9. Alcune volte, per porre in maggior rilievo e quasi per rendere perenne
un'azione di sua natura passeggiera e momentanea, si suole usare, narrando,
l'imperfetto invece del passato remoto (vedi più oltre): ma non bisogna
abusarne, come si fa oggi dai gazzettieri. - La domenica 26 di maggio, essendo
il tempo bello ed il sole lucidissimo, s'incoronava (s'incoronò) il re. Botta. -
Saliva (salì) il re all'altare e, presasi la corona ed in capo postolasi, disse:
ecc. Botta. - Singolare volontà che gli (all'Alfieri) faceva imparare il greco a
cinquant'anni! Gioberti.
§ 10. Talor avviene che, trattandosi d'un fatto passato, si pongono
all'imperfetto anche certe circostanze che dovrebbero stare in presente, perchè
si verificano ugualmente nel tempo che parliamo; come se, p. es. parlando d'una
città ancora in piedi, ne descrivessimo le parti relativamente ai personaggi del
racconto, e prescindessimo dalla conservazione posteriore delle medesime. Questo
dicesi imperfetto di attrazione o di analogia, ed ha luogo specialmente nel
discorso indiretto (vedi la Parte II), quando si fa proferire ad una persona una
sentenza vera anche fuori del suo tempo, dove pure si usa talora l'imperfetto
invece del presente. Dicendogli (a Cosimo) alcuni cittadini .... che si guastava
la città e facevasi contra (contro) Dio a cacciare di quella tanti uomini
dabbene, rispose: com'egli era meglio città guasta che perduta .... e che gli
stati non si tenevano con i paternostri in mano. Machiavelli.
§ 11. L'imperfetto si usa pure talvolta per accennare a cosa fatta o detta poco
prima del momento in cui si parla, a guisa del passato prossimo. - Il desiderio,
come dicevamo poc'anzi, non è mai soddisfatto. Leopardi. - Or dianzi io qui
giungea. Alfieri.
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