| Collegamenti rapidi: Uso dell'indicativo - Il presente - Il passato prossimo - L'imperfetto - Il trapassato prossimo - Il passato remoto - Il trapassato remoto - Il futuro - Il futuro anteriore |
Il trapassato prossimo
§ 12. IL TRAPASSATO PROSSIMO è uguale all'imperfetto, ed ha i
medesimi usi di quello, se non che esprime azione compiuta; è un imperfetto non
in atto, ma in effetto e, per usare il linguaggio dei matematici, esso sta
all'imperfetto, come il passato prossimo sta al presente.
§ 13. Si usa quindi per indicare un'azione già compiuta rispetto ad un'altra
posteriore, che vien significata o coll'imperfetto o col passato remoto o
prossimo, o col presente storico. Non ammetteva distinzione dai negozii ai
trastulli; e sempre che era stato occupato in qualunque cosa, per grave ch'ella
fosse, diceva d'essersi trastullato. Solo se talvolta era stato qualche poco
d'ora senza occupazione, confessava non avere avuto in quell'intervallo alcun
passatempo. Leopardi. - Già per tutto aveva il Sol recato colla sua luce il
nuovo giorno, e gli uccelli su per li verdi rami cantando piacevoli versi ne
davano agli orecchi testimonianza, quando le donne ed i giovani ne' giardini se
n'entrarono .... e siccome il trapassato giorno avean fatto, così fecero il
presente. Boccaccio. - Ritrova, contro ogni sua stima, invece Della bella che
dianzi avea lasciata, Donna sì laida, che la terra tutta Nè la più vecchia avea,
nè la più brutta. Ariosto.
Il passato remoto
§ 14. IL PASSATO REMOTO indica un'azione, stato o modo di essere avvenuto nel
passato, e senza alcun legame col momento, in cui parliamo. Esso sta dunque in
opposizione col presente, anzi lo esclude affatto, onde dagli antichi grammatici
era chiamato perfetto, cioè compiuto, non misto di alcun presente; e differisce
anche dall'imperfetto, perchè non ha necessaria relazione con altra azione ad
esso contemporanea. Questa esclusione del presente può avvenire:
o perchè si accenni a un periodo di tempo già finito: quindi si usa regolarmente
il passato remoto, quando parliamo di cosa avvenuta ieri, o in un periodo
qualsiasi determinato e anteriore al giorno d'oggi. Questa mattina ho
rappresentato ecc. quanto da V. S. Ill.ma mi fu ieri imposto intorno alla sua
partenza per Pisa. Redi. - Pur ier mattina le volsi le spalle. Dante. - E già
iernotte fu la luna tonda. Dante. - Se tu ieri ci affliggesti, tu ci hai oggi
tanto dilettate, che niuna meritamente di te si dèe rammaricare. Boccaccio:
o perchè si accenni a un tempo storico preciso, una data, un anno, un'età già
nota. Ne' tempi del primo re di Cipri, dopo il conquisto fatto della Terra Santa
da Gottifrè di Buglione, avvenne che una gentil donna di Guascogna .... da
alcuni scellerati uomini villanamente fu oltraggiata. Boccaccio. - Essendo
l'impero di Roma da' Francesi ne' Tedeschi trasportato, nacque tra l'una nazione
e l'altra .... acerba e continua guerra. Boccaccio:
o perchè la separazione dal presente si accenni con espressioni indeterminate,
quali sarebbero una volta, un tempo, anticamente, già e simili. Nella nostra
città, non sono ancora molti anni passati, fu una gentildonna ecc. Boccaccio. -
Narrano le antiche cronache, ch'egli fu già in Portogallo un uomo dabbene ecc.
Gozzi. - Più spesso però tali espressioni sono sottintese. Fu in Firenze un
nobile giovine, il cui nome fu Tebaldo degli Elisei. Boccaccio.
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