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Collegamenti rapidi: Nomi verbali - L'infinito - L'infinito come sostantivo - Proprietà dell'infinito - Complementi dell'infinito - Costruzione del soggetto dell'infinito sostantivato - L'infinito usato in senso verbale - L'infinito come proposizione ellittica - L'infinito con la preposizione - L'infinito con da - L'infinito con per - L'infinito come proposizione intera - Infinito con ellissi d'altro verbo

(continuazione dalla pagina precedente)
Con insegnare e ajutare si può omettere la preposizione a. Finor ti assolvo e tu m'insegni fare (a fare) ecc. Daute. - Ajutami tenere (a tenere) il ladro. Cecchi:
come complemento di limitazione con aggettivi di qualità, corrispondendo al supino in u de' latini. (Qui l'infinito dei verbi transitivi ha senso passivo, e spesso piglia anche forma riflessivo-passiva, ovvero si affigge una particella pronominale dimostrativa). Nutritura facile a procacciare. Leopardi. - Pomi ad odorar soavi e buoni. Dante. - Molte altre cose leggiadre e bellissime a riguardare. Sannazzaro. - Quanti e quali incomodi sieno per nascere, sarebbe infinito (cosa infinita) a raccontare. Leopardi. - Assai più dolce e leggiadro a vedersi. Parini. - Non era fiera da farne picciola stima, ma feroce e dura a vincerla. Adriani il giovine:

o con numerali ordinali (compreso anche l'agg. ultimo). Omero fu il primo ad aprire tutti i cervelli della Grecia. G. Gozzi. - Credo che i nostri tre fossero gli ultimi ad andarsene. Manzoni:
come complemento avverbiale in senso d'un gerundio. A stare zitti non si sbaglia mai. - Manzoni. - Tu hai fatto molto bene a lasciare (lasciando), ognuno di qua dalla palude. G. Gozzi.

L'infinito con da

§ 15. L'INFINITO CON DA serve di complemento a nomi e verbi nel senso di azione futura o conveniente o necessaria;
in senso attivo o intransitivo: p. es. ago da cucire (cioè, con cui alcuno può cucire), carta da scrivere, datemi da bere, guadagnar da vivere, preparar da mangiare, tempo da chiacchierare, voce da commuovere, ecc. A ogni contadino che si presentasse .... fece dare una falce da mietere. Manzoni. - Si porti da bere al padre. Manzoni. - Tempo è da travagliar, mentre il Sol dura. Tasso. - Domandollo se forte si credeva essere da cavalcare. Boccaccio. - Talora il soggetto viene espresso, e così la proposizione è intera. Coteste son cose da farle gli scherani e i rei uomini. Boccaccio. - Napoli non era terra da andarvi per entro di notte e massimamente un forestiere. Boccaccio

in senso passivo: Non mancò di fare parecchi giuochi da paragonare (esser paragonati) ai tuoi. Leopardi. - Un discorso da dare (esser dato) alle stampe. Manzoni. - Non è impresa da pigliare a gabbo. Dante. - La gratitudine è sommamente da commendare e il contrario da biasimare. Boccaccio. - Ora aveva cenci da rattoppare .... ora feriti da medicare. Manzoni. - (Non) credetti che principalmente miraste a me, non avendo in me nè viltà da disprezzare, nè ambizione da temere, nè fortuna da invidiare. Giordani:
colla forma riflessivo-passiva. Non sono discorsi da farsi, neppur per burla. Manzoni. - L'intemperanza è da fuggirsi. Verri. - Si venne a parlare della vita da tenersi. Grossi.

(continua alla pagina seguente)

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