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§ 22. L'INFINITO COME PROPOSIZIONE INTERA Si può usare anche con altri verbi
in luogo del che col congiuntivo o l'indicativo; ma è più dello stile
nobile, che del parlare umile e familiare. Io ho sempre inteso l'uomo essere
il più nobile animale che fosse creato da Dio. Boccaccio. - Alcuni erano di
più crudel sentimento, dicendo niun'altra medicina essere alle pestilenze
migliore, nè cosi buona, come il fuggir loro davanti. Boccaccio.
§ 23. Quando il soggetto dell'infinito in simili costrutti è un pronome di
prima o seconda persona, si suol porre in forma soggettiva (io, tu), se un
pronome di terza persona, si usa nella forma oggettiva (lui, lei, loro),
collocate l'una e l'altra dopo l'infinito. Deliberai di non volere, se la
fortuna mi è stata poco amica, essere io nemica di me medesima. Boccaccio. -
Chiaritosi (messosi in chiaro) esser lui che faceva questi baccani,
crescevano gli oltraggi ad uomini e donne. Davanzati. - Questa reina
(regina) comprese bene .... esser lui il più savio uomo del mondo.
Sacchetti.
Se però il soggetto dell'infinito fosse quel medesimo della proposizione
principale, si usa anche colla terza persona la forma soggettiva. Non
bastandogli d'esser egli e i suoi compagni in breve tempo divenuti
ricchissimi ecc. Boccaccio. - Richiesta se alcuno l'avesse. a quel misfatto
consigliata, rispose di no e averlo ella sola divisato. Papi.
Il pron. riflessivo sè, non suole, nell'uso moderno, farsi soggetto
dell'infinito: quindi o si tralascia o, se fosse necessario, si sostituisce
coi pronomi egli, ella (vedi qui sopra), eglino, essi ecc. Negli antichi si
trova spesso. Gabriotto seppe sè essere amato. Boccaccio. - Gli fece dire sè
essere apparecchiato a fare ecc. Boccaccio. - Talora anche ne' moderni. Si
avvisò di scrivergli un biglietto, in cui gli diceva sè essere (invece di
d'essere o essere ella) testè arrivata da Caen. Papi.
Infinito con ellissi d'altro verbo
§ 24. INFINITO CON ELLISSI D'ALTRO VERBO. Spesso si adopera
l'infinito in un modo sospeso, quasi dipendesse da un verbo principale
sottinteso:
per esprimere maraviglia o ripugnanza. Io chiudermi (sott. dovrò) tra i deserti?
.... Io darmi tanti tormenti? .... Io non mangiare? io non bere? io non dormire?
io non parlare? io non ridere per tanti anni? Non può essere, non può essere.
Segneri. - A tua madre non dir niente d'una cosa simile? (sott. potevi non dir
ecc.) Manzoni. - Voi entrar negli abissi della mente, del cuor di Dio? .... e
confidarvi di comprenderne tutto il come? Bartoli. - A dire che io il lasciassi
(un farsetto) a costui per trentotto soldi! (a dire, cioè, che cosa strana
sarebbe se si dicesse ecc.). Boccaccio;
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