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per esprimere ferma risoluzione. Prima morire (sottint. voglio) che eleggermi
una tal vita. Segneri;
per significare in una narrazione la fretta con cui avvennero certe azioni
(detto infinito storico): si premette la prep. a. Indi i Pagani tanto a
spaventarsi, Indi i Fedeli a pigliar tanto ardire, Che quei non facean altro che
ritrarsi ecc. Ariosto. - Ognuno all'arme, a maneggiar destrieri A fornirsi di
scudi, a provar elmi ecc. Caro. - Più di rado senza preposizione, alla latina. E
qui fuggire e sgominarsi i Teucri E gli Achivi inseguirli, e via pe' banchi
Delle navi cacciarli in gran tumulto. Monti:
dopo la interjezione ecco. Mentrechè tra le donne erano così fatti ragionamenti,
ed ecco entrare nello chiesa tre giovani. Boccaccio. - Ed ecco verso noi venir
per nave Un vecchio bianco per antico pelo. Dante:
dopo pronomi e avverbii relativi, in proposizione dubitativa o interrogativa.
Non sapeva dove andarsi. Boccaccio. - Il giudice non sapendo che dirsi,
lungamente soprastette. Boccaccio. - Un passo, dal quale non si poteva vedere
come uscirne. Manzoni. - Io non ho che fare nulla colla giustizia. Manzoni. -
Aver donde vivere. Boccaccio. - Come fare, esclamava, dove andare? Manzoni. -
Perchè non raccontar tutto anche a tua madre? Manzoni. - Si mise a pensare alle
frasi, con cui dar principio alla lettera. Grossi. - Voi credete di dover essere
giudicati da Cristo? E come dunque Cristo maledire in tutti i giuochi, Cristo
bestemmiare in tutte le collere, Cristo spergiurare in tutti i contratti, Cristo
disgustare in tutte le ricreazioni? Segneri.
Quando il relativo faccia da soggetto, questo costrutto sa di antiquato. Qui è
questa cena e non saria (sarebbe) chi mangiarla. Boccaccio. - E se ci fosse chi
farli (chi li facesse), per tutto dolorosi pianti udiremmo. Boccaccio. -
S'intenda però che se chi facesse da oggetto o da termine (con preposizione) il
costrutto è anche moderno, p. es. Non so chi ringraziare; a chi regalarlo.
Quanto all'uso dell'infinito per l'imperativo, vedi addietro, capitolo XVIII, §
3 e 11.
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