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Collegamenti rapidi: Forme del verbo transitivo - Transitivo intensivo - Intransitivo intensivo - Varie specie di riflessivi - Riflessivi che perdono la pronominale - Verbi di doppia forma ecc. - Infiniti riflessivi senza la particella - Participi riflessivi senza la particella - Riflessivi reciproci - Forma passiva - Complemento del passivo - Forma riflessivo-passiva

(continuazione dalla pagina precedente)
§ 4. È però comune anc'oggi l'usare questi intransitivi intensivi, ma aggiungendo alle particelle pronominali l'avverbiale ne, p. es. andarsene, partirsene, starsene, viversene, rimanersene ecc. (nel senso del semplice andare, partire, ma con maggior forza e determinazione). E le lor donne e i figliuoli piccioletti quale se n'andò in contado, e qual qua e qual là. Boccaccio. - Tu te ne se' cosi tosto tornato in casa? Boccaccio. - Tu te n'andrai con questo antivedere. Dante. - Vassene il valoroso. Tasso. - Genserico se ne tornò in Africa. Machiavelli. - Se ne stava tutto il dì al tavolino. Pellico. - Vedi nel capitolo degli avverbii la particella ne.
Intorno al modo di circoscrivere i tempi del verbo attivo coi verbi ausiliarii stare, andare, vedi addietro, cap. XVI, §§ 22, 23, 24.
Intorno all'uso dei verbi attivi senza alcuno oggetto espresso, vedi la Parte II, dove si tratta del complemento oggetto.

Varie specie di riflessivi

§§ 5. VARIE SPECIE DI RIFLESSIVI. Nell'uso dei verbi riflessivi bisogna distinguere quei casi, in cui il soggetto è causa efficiente dell'azione significata dal verbo, da quei casi, in cui il soggetto soffre l'azione, piuttostochè farla propriamente. Nei primi il pronome personale è vero oggetto del verbo, nè più nè meno che sarebbe un nome; nei secondi il pronome è soggetto e oggetto insieme, o piuttosto è una cosa di mezzo fra l'uno e l'altro.
§ 6. Ai primi appartengono, p. es. battersi (battere sè stesso a bella posta, nè più nè meno che un'altra persona o cosa), caricarsi, ferirsi, lodarsi, uccidersi, scusarsi, vestirsi, spogliarsi, anzarsi, odiarsi, ecc. ecc.
Ai secondi appartengono, p. es. spaventarsi (restare spaventato, non già mettersi paura a bella posta, come si farebbe ad altri), smarrirsi (restare smarrito, non già perder veramente sè stesso, come si perderebbe qualche cosa), turbarsi, addolorassi, annojarsi, addormentarsi (restare addormentati, mentre si dice addormentare alcuno per farlo dormire), attristarsi, rallegrarsi, contentarsi, appagarsi (esser contento, pago, mentre si dice contentare o appagare alcuno), ingannarsi (sbagliare involontariamente). Gli orecchi possono leggermente ingannarsi, e più che mai possono ingannarsi gli occhi. Magalotti.
Talora avviene che uno stesso verbo possa usarsi ora nell'un significato ora nell'altro, come p. es. il verbo affliggersi, che può significare tanto affligger sè stesso volontariamente per correggersi, quanto essere afflitto, provar dispiacere. Esso medesimo si comincia a punire fuggendo ogni diletto e affliggendosi in ogni penitenza. Cavalca. - Mentre costui così si affligge e duole E fa degli occhi suoi tepida fonte ecc. Ariosto.
§ 7. Vi sono, oltre a questi, molti intransitivi di forma riflessiva, tali cioè che non possono separarsi mai dalle particelle pronominali, o che, separandosene, varierebbero affatto significato; p. es. abboccarsi nel senso di parlare con alcuno (abboccare vale prendere colla bocca); accorgersi, adirarsi, ammalarsi, apporsi nel senso di dar nel segno, indovinare (apporre significa aggiungere, criticare ecc.), arrendersi, astenersi, diportarsi, impadronirsi (non è dell'uso impadronire alcuno per renderlo padrone), ingegnarsi, incollerirsi, lagnarsi, maravigliarsi, pentirsi, peritarsi, ravvedersi, sovvenirsi per ricordarsi (sovvenire vale ajutare), vergognarsi. Questi a simili verbi li chiamammo (Gramm. pag. 199) riflessivi assoluti.
Quando la particella pronominale sta a indicare soltanto il complemento d'interesse (vedi la Parte II) con un verbo transitivo accompagnato dal proprio oggetto, non si hanno veri verbi riflessivi, ma soltanto apparenti. (Vedi qui addietro cap. XVI, § 8).

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