(continuazione dalla pagina precedente)
dalla terza plurale riferita agli uomini in generale: ciò per altro si usa
solo con pochi verbi di opinione, come dicono, narrano, vogliono (nel senso
di si crede), stimano, credono ed altri di pari significato; p. es. dicono
che presso il golfo della Spezia sia accaduta una grave disgrazia:
più spesso la terza plurale si usa non veramente in senso affatto
indeterminato, ma relativo in generale a chi ha ideato, fatto e guidato
comecchessia una cosa od un'impresa. P. es. se si parla di una disposizione
presa dal Governo o da magistrati, di un edifizio diretto da architetti ed
eseguito da muratori, di un dato modo di fabbricare, di una lavorazione o
che so io, adoprasi il plurale: hanno fatto un decreto che tutti seggano in
Tribunale e montino la guardia. - Vedi là! come mandano lesti le ruote!
Nel vivo parlar toscano odesi anche dice per si dice; p. es. Dice che al
Teatro si prepara un bello spettacolo:
dal pronome uno accompagnato colla terza singolare di tutti i tempi; p. es.
quando uno ha voglia e capacità, trova sempre di che vivere, invece di
quando si ha ecc. si trova ecc. (Vedi addietro, cap. X, § 3, in fine)
dal nome generico l'uomo. Confessando i proprii mali, quantunque palesi,
l'uomo nuoce molte volte ancora alla stima, e quindi all'affetto che gli
portano i suoi più cari (potea dirsi si nuoce .... ci portano i nostri più
cari). Leopardi. - Vedi anche il primo esempio qui addietro nel § 9.
È antiquato l'uso di uom senza articolo (pari al francese on) nel senso di
uno, e così pure di ogni uomo per ognuno. Vedi addietro cap. X, § 3, nota.:
| Pagina precedente | Pagina seguente |
