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§ 14. Ne comprende il senso di da o di con un pronome dimostrativo. Il porco
ferito gli dà di ciuffo alla gamba, e quanto ne (di essa) prese, tanto ne
levò. Sacchetti. - Udì la signora le parole, e se ne compiacque. G. Gozzi. -
Quelli che vanno dicendo a sè stessi che la virtù è un nome vano, non ne (di
ciò) sono veramente persuasi. Manzoni. - Si trovò nelle mani del frate
chirurgo (i cappuccini ne avevano ordinariamente uno in ogni
convento). Manzoni. - Che noja mi dà costei! liberiamocene (da lei). Manzoni.
- Fece chiamare il guardiano e gli manifestò il suo desiderio. N'ebbe (da
lui) in risposta ecc. Manzoni. - S'egli sapesse lavorar l'orto e volesseci
rimanere, io mi credo che noi ne (di lui) avremmo assai buon servigio,
perciocchè egli .... è forte e potrebbene l'uomo fare ciò che volesse.
Boccaccio. - E se cosi v'aggrada, a brano a brano Mi laniate e ne (di me)
fate esca a' pesci. Caro.
Quanto alla duplicazione dei complementi per mezzo delle particelle
avverbiali, vedi la Parte II.
§ 15. Gli avverbii dimostrativi locali si adoprano anche in senso temporale,
passano cioè molte volte a significare il tempo. Tra gli altri valorosi
cavalieri che da gran tempo in qua sono stati nella nostra città, fu uno di
quelli .... Ruggieri de' Figiovanni. Boccaccio. - E qui Niso, o Signor,
disse, di tanto Guiderdonate i perditori. Caro. - Qui disse il vecchio
Anchise ecc. Caro. - Averete .... caro quanto sin qui (sino ad ora) ho
scritto sopra la volgar lingua. Bembo. - Una sua sorella giovinetta gli diè
per moglie, e quindi gli disse. Boccaccio. - Può francamente andare in là
cogli anni. Lippi. - Nè vivrei già, se chi tra bella e onesta Qual fu più
lasciò in dubbio, non sì presta Fosse al mio scampo là verso l'aurora.
Petrarca. - In fino a lì non fu alcuna cosa Che mi legasse. Petrarca. - Si
dice esser lì lì o star li li per fare una cosa, nel senso di esser sul
punto di farla; e così pure lì per lì nel senso di, in un punto medesimo,
all'improvviso.
Si adoprano pure in senso pronominale da potersi rendere con questa cosa,
quella cosa ecc. preceduta da preposizione. Qui (su questa cosa) non resta
da dire al presente altro. Boccaccio. - Il caso è qui (in queste
condizioni). Cecchi. Bella cosa è in ogni parte saper per ben parlare, ma io
la reputo bellissima quivi saperlo fare, dove la necessità lo richiede.
Boccaccio. - Io non pensavo costì (a cotesta cosa). Ambra. - Sin a costì
sapevo. Cecchi. - E strinse il cor d'un laccio si possente, Che morte sola
fa ch'indi lo snodi. Petrarca.
§ 16. Sono correlativi fra di loro, indicano cioè i due termini in relazione
reciproca i seguenti avverbii locali, qui, lì o là; qua, là; lì, là; qui,
quivi; quinci e quindi; su, giù ecc. Di qua, di là, di su, di giù li mena.
Dante. - Stanco già di mirar, non sazio ancora Or quinci, or quindi mi
volgea. Petrarca. - Molto è lecito là che qui non lece (è lecito). Dante. -
Andato parecchie volte di giù in su per la piazza di San Giovanni ecc.
Belcari.
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