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§ 30. Assai può avere doppio significato; più spesso nell'uso moderno indica
una quantità sufficiente e vale abbastanza. Non pianger più; non hai tu
pianto assai? Petrarca. - Poi che rinfrescossì E le fu avviso esser posata
assai, In certi drappi rozzi avviluppossi. Ariosto. Altre volte piglia
elegantemente il senso di molto. Anima, assai ringraziar dèi (devi) Che
fosti a tanto onor degnata allora. Petrarca. - Assai sobrii vorrei che
andassimo nelle etimologie. Magalotti. In corrispondenza di poco: Vostra
usanza è di mandare ogni anno a' poveri del vostro grano, chi poco e chi
assai. Boccaccio.
Sono comunissimi nel parlar vivo i modi: sapere assai, importare assai in
senso ironico, per dire saper o importare poco o nulla; p. es. So assai di
algebra io! m'importa assai de' fatti loro!
§ 31. Troppo assume talora il senso di molto, ma quasi soltanto con
aggettivi o avverbii comparativi. Egli è troppo più malvagio, ch'egli non
s'avvisa. Boccaccio. - Or mi diletta Troppo di pianger più che di parlare.
Dante: ovvero si adopera in senso di davvero per indicare un certo rammarico
(più spesso pur troppo). La qual cosa veggendo, troppo s'avvisarono ciò che
era. Boccaccio. - Queste qualità di opere, pur troppo comuni ai teatri
moderni .... prendo io a ferire nell'odierno ragionamento. Segneri.
Troppo in corrispondenza di per puzza di francesismo. Era troppo fine ed
accorto Alessandro per aver a credere da senno questa menzogna. A. M.
Salvini.
Affatto vale interamente, del tutto e si adopera così in proposizioni
affermative come in negative. Amor s'ingegna Ch'io mora (muoja) affatto.
Petrarca. - Questo nome non è senza mistero affatto. Salviati. È modo
erroneo affatto in senso negativo per punto, p. es. Ti darei de' denari, ma
non ne ho affatto.
Avverbi negativi
§ 32. AVVERBII NEGATIVI. Siccome questi avverbii hanno il loro uso molto strettamente collegato colle varie proposizioni, in cui si trovano, così ci riserbiamo di parlarne in concreto nella P. II, considerandoli appunto dentro le proposizioni.
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