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§ 15. Anche le preposizioni invece e in cambio si possono usare come
avverbii. Deve schivarsi ogni leggerezza ed affettazione, adottando invece
una grave semplicità. Antoniano. - Risolvemmo abbandonarla (questa duplice
traduzione) e di mettervi invece la derivazione diretta della parola. Accad.
Crusca. - Il popolo piglierà esempio da voi di lasciar la chiesa e di andare
in cambio chi a taverne, chi a trebbii. Segneri. - Dicesi anche: in quella
vece, in quel cambio oppure in vece di ciò, in cambio di ciò.
Così pure fino e perfino (più di rado sino, persino, insino) si usano nel
senso di anche. La prima regola del nostro mestiere è di non domandare i
fatti degli altri: tantochè fin le nostre donne non son curiose. Manzoni. -
Perfino gli adorati cavalli furono da me trascurati. Alfieri.
Fino a, insino a trovansi usati avverbialmente: Per qualche tempo fino
all'are di Giove ne rimarranno solitarie e deserte. G. Gozzi. - Questo
fanciullo che insino alle capre se n'innamorano. Caro.
Geminazione delle preposizioni
§ 16. GEMINAZIONE DELLE PREPOSIZIONI. Talora le preposizioni improprie possono aumentare il loro significato colla geminazione (cfr. cap. preced., § 33); p. es. intorno intorno, sopra sopra, sotto sotto, presso presso, dietro dietro, vicino vicino, lontano lontano, su su, giù giù ecc. E guixzavangli appresso appresso al collo. G. Gozzi. - Risonava la selva intorno intorno. Poliziano. Così diciamo: sopra sopra nel senso di superficialmente; sotto sotto nel senso di copertamente.
Ripetizione delle preposizioni
§ 17. RIPETIZIONE DELLE PREPOSIZIONI. In una serie di più
complementi coordinati la preposizione si suol esprimere una volta sola,
preponendola al primo soltanto, eccetto il caso che la chiarezza o la forza del
dire non richieda che la si ripeta. Il mondo è così pieno da tutti i lati di
poemi, canzoni, sonetti, terzine, madrigali e simili fantasie, che tutti gli
orecchi ne sono assordati. G. Gozzi. - Il Parini fu di singolare innocenza,
pietà verso gl'infelici e verso la patria, fede verso gli amici, nobiltà d'animo
e costanza contro le avversità della natura e della fortuna. Leopardi. - La
Violante venne crescendo ed in anni ed in persona ed in bellezza ed in tanta
grazia di chiunque la conoscea, che era a veder maravigliosa cosa. Boccaccio. -
I nostri fuggiasche camminarono un pezzo .... tutti in affanno per la fatica
della fuga, per il batticuore e per la sospensione, in cui erano stati, per il
dolore della cattiva riuscita, per l'apprensione confusa del nuovo oscuro
pericolo. Manzoni. - Qualche consolazione le pareva talvolta di trovar nel
comandare, nell'esser corteggiata in monastero, nel ricever visite di
complimento da persone di fuori ecc.
§ 18. La prep. tra dopo la congiunzione e non si ripete, perchè già contiene in
sè una dualità di concetto. La giovane tra con parole e con atti il mostrò loro.
Boccaccio. - Tra la leggerezza degli uni e la malvagità degli altri è ugualmente
mal sicuro il credere e il non credere. Manzoni. - Questa regola non è però
sempre osservata da' classici, e si potrà non osservare, quando un oggetto fosse
coordinato con una proposizione. Abbiamo laggiù una mano di scapestrati che, tra
il bere e tra che di natura sono sboccati, ne dicon di tutti i colori. Manzoni.
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