Altre congiunzioni
§ 12. ALTRE CONGIUNZIONI. Delle altre congiunzioni non faremo qui la rassegna, sì perchè spetta al vocabolario dichiararne i significati, sì perchè la più parte di esse si vedranno applicate alle singole proposizioni nella P. II della Sintassi. Qui soltanto dobbiamo parlare brevemente di alcune, le quali nel loro uso offrono dubbiezza o difficoltà.
Però e perciò valgono propriamente per cagione di ciò. - Spesse volte avviene
che l'arte è dall'arte schernita, e perciò è poco senno il dilettarsi di
schernire altrui. Boccaccio. - Tu sai che stamani fu sotterrato al luogo de'
frati Minori lo Scannadio ecc. e però tu te n'andrai segretamente prima ad
Alessandro. Boccaccio. - Affine a questi due è pertanto. - Ieri toccò a me
l'andare pensoso: oggi pare che tocchi a voi, e pertanto io non voglio che
pensiate più sopra questo fatto. G. Fiorentino.
Non perciò, non però (di rado non per tanto) hanno forza avversativa e negativa
insieme, e valgono non per questa ragione, ciò nondimeno non. - Il demonio
stesso, quantunque aspiri a rubar sempre più anime ch'egli possa, non perciò
sempre ne va alla caccia ecc. Segneri. - Quantunque cessata sia la pena, non
perciò è la memoria fuggita de' beneficii già ricevuti. Casa. - Quello che
intorno a ciò più l'offendeva era il conoscimento della sua infima condizione;
ma non per tanto da amare il re indietro si voleva tirare. Boccaccio. (Per tanto
usato in questo senso deve scriversi separatamente.)
Non pertanto (in una sola parola) è poi passato a significare nondimeno. - A
Palermo pareva male stare. Ma non pertanto cacciò la paura. Boccaccio. Più
spesso: ciò non pertanto. Queste persuasioni ciò non pertanto non avevano luogo
in alcuno di loro per diverse ragioni. Machiavelli.
Però semplicemente usato, e più spesso posposto a qualche parola, piglia il
senso di nondimeno. - Aveva questa donna una sua fante, la quale non era però
troppo giovane. Boccaccio. - Comecchè in viso pallida e smarrita .... Tanto però
di bello anco le avanza Che con le Grazie Amor vi può aver stanza. Ariosto.
§ 13. Perchè, accompagnato per solito da una proposizione principale negativa,
prende il senso di benchè, quantunque; ma più nel verso che nella prosa. -
Perchè egli pur volesse, egli nol potrebbe nè saprebbe ridire. Boccaccio. -
Perchè le nostre genti Pace sotto le bianche ali raccolga .... Non fian dai
lacci sciolte Dell'antico sopor l'itale menti. Leopardi. - E separatamente per
.... che vale, anche in prosa, per quanto; p. es. per gridare ch'egli facesse
(per quanto gridasse) nissuno l'udì. Non vi fate servo d'abitudine esteriore
nessuna, per buona che sia. Tommaseo.
§ 14. Non che formola abbreviata per non si pensi che, non dirò che ecc. si
adopera quando per porre in rilievo il fatto principale se ne afferma o nega un
altro minore e incluso in quel primo, come il meno nel più. Differisce quindi da
non solamente, affermando con più forza l'esclusione d'una cosa. Nulla (nessuna)
speranza li conforta mai Non che di posa, ma di minor pena. Dante. - Lieta si
dipartio non che sicura. Petrarca. - Non che l'altrui onte vendicasse, anzi
infinite a lui fattene sosteneva. Boccaccio. - Non che aprirsi con nessuno (è lo
stesso che alcuno) su questa sua nuova inquietudine, la copriva anzi
profondamente. Manzoni. - Dopo non che non si ripete la negativa non, neppure
quando parrebbe richiesta dal senso, come si vede nell'ultimo di questi esempii.
- Oggi non che si adopera abusivamente nel semplice significato di e, come pure,
e inoltre; p. es. Presi meco la moglie, non che i figli e i servitori.
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