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Se il soggetto è un nome collettivo singolare, seguito da un complemento partitivo di numero plurale, anche il predicato si fa plurale, e si accorda col genere del complemento. Innumerabile moltitudine d’infermi trassero a lui. Cavalca. – Una infinità di strumenti da dar martorio furono preparati. Firenzuola. – Una gran parte degli abitanti si rifugiavano su per i monti. Manzoni. – Il resto della gente si era sfilata, e il resto dei cavalli parte venduti, parte lasciati. Guicciardini.
Anche senza il complemento partitivo si trova sovente il predicato in plurale. Questa buona gente son risoluti d’andare a metter su casa altrove. Manzoni. – L’inno che quella gente allor cantaro Dante. Dicesi figura di sillessi o costruzione di pensiero.
Se al soggetto plurale seguono, come spesso si usa nel verso, i pronomi ciascuno, ognuno ecc. in singolare, resta singolare anche il predicato. Ivi le Grazie ciascheduna sorse. Strocchi.
In alcune frasi, dov’entra la parola cosa (ogni cosa, che cosa, cosa ecc.) l’aggettivo o il participio del predicato si fa maschile. Cos’è accaduto al mio padrone? Manzoni. – Fu loro detto ogni cosa. G. Fiorentino. – Tu vedi che ogni cosa è pieno. Boccaccio.
Possono prendere il predicato maschile anche alcuni nomi femminili riferiti a maschio. Quella bestia (Tofano) era pur disposto a voler che tutti gli Aretini sapessero la lor vergogna. Boccaccio.
Se il soggetto è un infinito, spesso piglia a suo predicato il nome cosa accompagnato da un aggettivo. Umana cosa è (umano sarebbe oscuro) aver compassione degli afflitti. Boccaccio. (Vedi P. I, c II, § 7).
Dopo Ella riferito ad uomo, cui si parli in terza persona, il predicato nominale può farsi maschile; p. es. Signore, ella è tanto buono ecc. (Parte I, cap. XV, § 8).
Co’ verbi impersonali o impersonalmente usati si adopera spesso un soggetto od un predicato nominale di numero plurale (P. I, cap. XXIV, § 6 e 9). Altre volte col pronome di prima persona plurale si congiunge un predicato impersonale (Ivi, § 10 e 11).
Nella moltiplicazione dei numerali si pone il predicato in singolare; p. es. due via due fa quattro; quattro via dieci fa quaranta. Quanto alle locuzioni è un’ora e mezzo, sono le quattro e mezzo ecc. vedi addietro, P. I, cap. V, § 11.
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