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Collegamenti rapidi: Soggetto - Ellissi del soggetto - Predicato - Il predicato verbale - Il predicato nominale - Uso degli articoli col predicato nominale - Concordanza del predicato con un solo soggetto - Con più soggetti - Ellissi del predicato - Oggetto - Oggetto apparente - Uso del predicato nominale con l'oggetto - Concordanza del predicato con l'oggetto - Duplicazione dell'oggetto - Ellissi dell'oggetto

(continuazione dalla pagina precedente)
I pronomi dimostrativi determinati questo, quello, cotesto ecc. o facciano da soggetto o da predicato, prendono il genere e il numero stesso che ha il sostantivo espresso nella medesima proposizione. Sarà questa (non questo) la bella fine di tutte le nostre fatiche. G. Gozzi. – Questa è un’opera buona. Manzoni. – Che discorsi son questi? Manzoni.

Lo (il) predicato è invariabile tanto riferito al maschio, quanto alla femmina, tanto al sing., quanto al plurale (Vedi P. I, cap. VIII, § 26). Io fui pur sempre alle vili opre tarda, Presta al ben fare e d’onestate amica Ed or son più che mai, se ancora il fui. Alamanni.

Altro nel senso di altra cosa serve da predicato anche ad un soggetto femminile. Altro è cordialità, altro è buon cuore. Tommaseo.

Circa alle forme oggettive dei pronomi personali nel predicato, vedi P. I, cap. VI, § 8.

 

Ellissi del predicato

§ 13. Ellissi del predicato. Il verbo del predicato si omette non di rado nei seguenti casi: quando è stato espresso la prima volta e si sottintende ripetuto, come avviene nelle proposizioni che si corrispondono, o nel dialogo interrogando e rispondendo. L’orecchia, altra è interiore, altra esteriore. Segneri. – Dici davvero? Davvero. Manzoni; nelle proposizioni usate a maniera d’interjezione, per es. Bella notte, amico (sottint. è una ecc.). Leopardi. – Buon per te che sei stato disingannato in tempo! (cioè è buono, è bene per te). Manzoni. Così nei saluti: buon giorno! addio! nelle imprecazioni: alla malora, via, presto (sottint. va andate ecc.); nelle descrizioni di cose che accadono e si suocedono rapidamente, e in generale nel parlare sentenzioso ed energico. Quinci un romoreggiare, un riso, un giubilo (sottint. sorse), Che d’allegrezza empia le sale e gli atrii. Caro. E così spesso dopo avverbii di tempo o di luogo allora, qui, su, là, giù ecc. e dopo l’interjezione ecco (vedi P. I, cap. XVI, § 20; cap. XX, § 24; cap. XXV, § 5). Talora invece di ripetere il predicato verbale gli si sostituisce il verbo fare. Non altrimenti Tideo si rose Le tempie a Menalippo per disdegno Che quei faceva (si rodeva) il teschio e l’altre cose. Dante.

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