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in senso più determinato equivalente presso a poco ad alcuni: questa costruzione si fa colla prep. articolata dello, della, degli ecc. e piglia il nome di articolo partitivo (vedi P. I, cap. XIII, § 9): senza aggettivo; p. es. del vino, dell’olio, degli uomini, de’ libri: con aggettivo; p. es. del buon vino, dell’olio squisito, degli uomini dotti, de’ libri dilettevoli.
Sono da risguardarsi come locuzioni partitive di molto o di molti, invece del semplice molto, e così pure di più, di meno, per esprimere con più chiarezza la quantità che potrebbe accennarsi coi semplici avverbii. Una vite con di molti grappoli suvvi. Caro. – Non disse di più. Boccaccio
Complemento partitivo coi verbi
§ 22. Complemento partitivo coi verbi. Il Complemento partitivo indipendente si adopera altresì dopo alcuni verbi:
dopo essere, parere e simili verbi predicativi (vedi P. II, cap. I, § 7). Lei non è di quelli che dan sempre torto a’ poveri. Manzoni. – Federigo Borromeo fu degli uomini rari in qualunque tempo. Manzoni. – Parve di coloro Che corrono a Verona il drappo verde. Dante;
dopo avere, tenere, fare e sim. con un aggettivo per lo più di senso neutro (P. I, cap. II, § 7 verso il fine), o un sostantivo per lo più di senso personale. Questo Ippocrate ha del mirabile e del divino. G. Gozzi. – Quell’ingrato popolo .... Che tiene ancor del monte e del macigno. Dante. – Tu fai dell’animoso ora e del fiero. Berni. – L’ignorante vuol fare dell’istruito, il rustico del contadino. Leopardi;
dopo dare, nel senso di attribuire un titolo ad alcuno. Si comincerà a dare dell’eminenza ai vescovi. – Manzoni. Dar del baggiano a un Milanese è come dar dell’illustrissimo a un cavaliere. Manzoni. Per lo stesso costrutto si usa dar del tu, dar del lei, dar del voi (vedi P. I, cap. VI, § 16).
Duplicazione del complemento partitivo
§ 23. Duplicazione del complemento partitivo. Il complemento partitivo si duplica nella stessa proposizione colla particella ne (vedi addietro, § 20), quando il soggetto o l’oggetto del verbo resterebbero indeterminati e non si saprebbe a che cosa si riferissero; ma non si duplica, quando sono determinati di per sè; p. es., dei libri ne ho molti o ne ho molti de’ libri. Invece: dei libri ho soltanto Dante e il Petrarca.
Nella duplicazione del partitivo si usa talvolta, almeno parlando familiarmente, omettere la preposizione; p. es. libri ne ho molti, non ne vendo salsiccie.
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