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Collegamenti rapidi: Complementi avverbiali - Luogo - Moto da luogo - Moto per luogo - Complementi locali correlativi - Luogo in senso traslato - Tempo - Causa o ragione - Scopo e fine - Interesse - Compagnia - Strumento e mezzo - Maniera e guisa - Materia - Limitazione - Distribuzione - Sostituzione - Comparazione - Duplicazione dei complementi

Duplicazione dei complementi

§ 39. Duplicazione dei complementi. Spesso, massimamente nel parlar familiare o per ragioni di chiarezza e di forza, i complementi locali in senso proprio o figurato e i complem. d’interesse e di compagnia si anticipano o si ripetono, mediante le particelle avverbiali ci, vi, ne o le pronominali gli, le, p. es. qui ci sono io, costà ci andrai tu, non ci entrerò in cotesta casa; ne voglio uscire di questo, impiccio; dal troppo bene fu per morirne; di questa cosa ne sono stanco, ne sono libero, non ne discorro più; con Francesco ci parlerò io; a Giulio gli darò io la ricompensa ecc. – Nè vi potrei dire quanta sia la cera che vi si arde a queste cene. Boccaccio.

Se il complemento consiste in un pronome relativo, sia usato come oggetto, sia con preposizione, si suole duplicare più di rado; onde non si direbbe bene al quale gli diedi un pane, nè uno che non l’avea mai veduto, o di cui ne parlai, salvo il caso, che fra l’un termine e l’altro fossero interposte più parole, e la chiarezza del senso e la naturalezza consigliassero la duplicazione. P. es. E vidi cosa ch’io avrei paura senza più pruova di contarla solo. Dante. – Cfr. la P. I, cap. XII, § 14, nota, e vedi al suo luogo la P. III.

Quanto alla duplicazione della ne partitiva, vedi cap. precedente in fine.

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