Proposizioni soggettive
§ 5. Proposizioni soggettive. Le proposizioni soggettive si uniscono alla principale per mezzo della congiunzione che, e fanno da soggetto a verbi e frasi impersonali (eccetto quelli indicanti vicissitudini atmosferiche. (Vedi P. I, cap. XXIV).
Pare ai non dotti che i loro avversari vogliano sottilizzare in ogni cosa. G. Gozzi. – Accade talvolta anche nel male .... che i fautori più ardenti divengano un impedimento. Manzoni. – Che i due descritti di sopra stessero ivi ad aspettar qualcheduno era cosa troppo evidente. Manzoni. – Non è ver che sia la morte Il peggior di tutti i mali. Metastasio.
Con la congiunzione che sottintesa (figura di ellissi): Perchè la natura non può a questo disordine supplire, è necessario (che) supplisca l’industria. Machiavelli.
Infinito soggettivo
§ 6. Infinito soggettivo. L’infinito può sostituire in due casi la proposizione soggettiva; quando il verbo non sia riferito a verun soggetto determinato, ovvero quando il soggetto di esso sia unito, come complemento d’interesse, al verbo impersonale della proposizione principale. Ciò con verbi o frasi impersonali che significano bisognare, importare, riuscire, bastare, esser possibile, avvenire, parere, piacere o dispiacere, esser utile, facile, giusto (ad alcuno) ecc., ai quali verbi l’infinito si unisce senza preposizione alcuna o colla preposizione di (vedi la nota). A conoscere perfettamente i pregi d’un’opera non basta essere assuefatto a scrivere, ma bisogna saperlo fare quasi così perfettamente come l’autore medesimo ecc. Leopardi. – Mi parea d’intendere alcune voci; mi sembrò poi di vedere Teresa con sua sorella. (Non si potrebbe dire mi pareva che intendessi; mi sembrò che vedessi). Foscolo. – Gli era occorso di difendere la riputazione di quel signore. Manzoni.
Per altri esempi vedi P. I, cap. XX, § 10 e seg.
(continua alla pagina seguente)
| Pagina precedente | Pagina seguente |
