infinito oggettivo col soggetto espresso
§ 12. infinito oggettivo col soggetto espresso. È frequente anche nell’uso moderno dopo i verbi fare, lasciare, vedere, udire, sentire e sim. Odi greggi belar, muggire armenti. Leopardi. – S’udiva soltanto il fiotto morto e lento frangersi sulla ghiaja del lido. Manzoni.
In tali costrutti la proposizione subordinata viene a confondersi di maniera colla principale, che il soggetto di quella diviene oggetto di questa (Vedi P. I, cap. XX, § 19 e 20), e perciò la oggettiva si scambia sovente coll’attributiva, tanto valendo il dire odo augelli che cantano, quanto odo augelli cantar. Anzi nelle lingue classiche invece dell’infinito è regola adoprarvi il participio presente, che nella nostra corrisponde ad un’attributiva (vedi P. I, cap. XXI, § 3).
§ 13. Si può usare altresì dopo i verbi che significano dire, dichiarare, mostrare, pensare, credere, comprendere, intendere, conoscere, accorgersi, udire (nel senso di sentir dire) e simili concetti. Ma questo costrutto come quello che ritiene del latino, non è oggi tanto frequente quanto presso gli antichi, e dovrà usarsi soltanto quando la chiarezza o la forza o la dignità dello stile pajano richiederlo, e specialmente per evitare una troppo vicina ripetizione della congiunzione che. Disse in certa occasione esser manco grave al benefattore la piena ed espressa ingratitudine, che il vedersi rimunerare di un beneficio grande con un piccolo. Leopardi. – Temistocle fece una diceria a’ Greci, per cui mostrò convenirsi abbattere e rapire il padiglione d’un tiranno. Adriani il G. (Vedi del resto P. I, cap. XX, § 22 e 23).
Alle proposizioni oggettive appartengono anche le interrogative indirette; ma di questo parleremo più oltre, nel capitolo che tratterà delle forme della proposizione.
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