Proposizioni temporali
§ 3. Proposizioni temporali. Si uniscono alla principale mediante le congiunzioni di tempo, che sono molte e svariate.
Quando, allorquando, allorchè, come indicano largamente un periodo o momento di tempo, in relazione colla prop. principale. ViteIlio, quando fu presa Roma, s’uscì di palagio dalla parte di dietro. Davanzati. – Come il sol volge le infiammate rote, L’avaro zappator l’arme riprende. Petrarca.
Mentre, mentre che, nel mentre che, in quella che, finchè ecc. indicano contemporaneità fra la prop. subordinata e la principale. Mentre ch’io parlo, il tempo fugge. Petrarca. – Qual è quel toro che si slaccia in quella, C’ha ricevuto già ‘l colpo mortale. Dante. – Finchè uno ha denti in bocca, non si sa quel che gli tocca. Proverbii.
Mentre, mentrechè, quando e l’avverbio locale dove, laddove indicano anche spesso una contrarietà fra due idee. Tal è la sventura degli uomini costituiti in certe dignità, che mentre così di rado si trova chi li avvisi de’ loro mancamenti, non manca poi gente coraggiosa a riprenderli del loro far bene. Manzoni. – Il volgo s’inganna pensando che i colori siano qualità degli oggetti, quando non sono degli oggetti, ma della luce. Leopardi. – Dove prima ei non avevano mai voluto seguitare i consigli del papa, furono forzati a ricorrere a quello per aiuto. Machiavelli.
§ 4. Subito che, tostochè, tosto come, ratto che (poetico), appena che, come prima ecc. segnano la immediata successione dell’azione principale alla subordinata. Di tutti questi ordini si perderono alquanti tosto che furon creati. Dante. – Come prima fu libera l’Italia dai Goti, Giustiniano morì. Machiavelli. – Appena era egli sceso, che io il domandai. Ovidio del Trecento. – Appena gli parve ora di poter presentarsi al curato .... v’andò. Manzoni.
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