Proposizioni causali
§ 8. Proposizioni causali. Si uniscono alla principale mediante le congiunzioni di causa.
Perchè (talora perocchè, perciocchè) dà la ragione d’un fatto, come dichiarazione di esso, quasi rispondendo a un’interrogazione. A noi poverelli le matasse pajon più imbrogliate, perchè non sappiamo trovarne il bandolo. Manzoni. – Sogliono essere odiatissimi i buoni e i generosi, perchè ordinariamente sono sinceri e chiamano le cose coi nomi loro. Leopardi. – Si usa anche la semplice chè (segnata d’accento). Io non vi scrivo più a lungo, chè l’ora è tarda. Algarottì. – Con ellissi del verbo essere, p. es. taccio di questa cosa, perchè facile a intendersi.
Poichè, dappoichè, dacchè, giacchè, mentre, e le frasi conciossiachè, essendo che, atteso che ecc. danno la ragione d’un fatto come motivo, già noto o presupposto, di esso. Poichè i vicini a te punir sen lenti, Muovasi la Capraja e la Gorgona E faccian siepe ad Arno. Dante. – Piacerebbevi egli, poichè altrove andar non posso, di qui ritenermi? Boccaccio. – Di questo credo che sia difficile dar regola .... essendochè tra tutti gli uomini del mondo non si trovano due che siano d’animo totalmente simili. Castiglione. – Apprendete quanto sia gran male il peccato, mentre finch’egli resti nel vostra cuore, non lascia germogliare in voi frutti di vita eterna. Segneri.
Come .... così correlativi servono anche spesso per congiunzione causale. Come si credono ammirati da tutti, così ragionevolmente amano i loro creduti ammiratori. Leopardi.
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