Nelle proposizioni attributive
§ 2. Nelle proposizioni attributive (vedi P. II, cap. V, § 1) si usa regolarmente l’indicativo (vedi gli esempi, loc. cit.). Si eccettuano i seguenti casi ne’ quali sta il congiuntivo:
quando il predicato sia preso in un senso generico e indeterminato. Si deliberò di richiamare tutti i cittadini così Ghibellini come Guelfi, che si trovassero fuora (fuori). Machiavelli. – Di qua e di là si spargono, ed han tosto Presa ogni strada onde si possa uscire. Ariosto. – Il capo chino Tenea com’uom che riverente vada. Dante: e così spesso nelle comparazioni, benchè vi si possa usare anche l’indicativo; p. es. L’ho somigliato ad un puledro che per troppa gagliardia va (vada) continuamente in sulla schiena; ovvero a un fiume che per molto ingrossare alle volte s’intorbida. Caro. E dopo i superlativi o altre parole di senso assoluto. Dante è uno de’ più cari amici ch’io abbia. G. Gozzi. – Merita d’essere annoverato tra i rari cittadini che abbi (abbia) avuto la nostra città. Machiavelli. Coll’indic. Mostrano quella maggior grandezza d’animo che oggi si può mostrare (per significare, che oggi se ne può mostrar sempre poca). Leopardi;
o in senso di scopo e di fine. Divisero la città in sei parti, ed elessero dodici cittadini, che la governassero, i quali si chiamassero anziani e ciascun anno si variassero. Machiavelli. – Si aveva fatto un cappello di verdi fronde che (affinchè) dal sole il difendesse. Sannazzaro;
o in senso di condizione. Ogni uomo o donna che senta (purchè senta), ha nelle parole uno stile suo. Tommaseo.
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