Nelle proposizioni soggettive
§ 3. Nelle proposizioni soggettive (vedi P. II, cap. V, § 5), considerandosi il concetto di esse in generale e piuttosto come pensiero che come fatto, si adopera quasi sempre il congiuntivo; p. es. Usanza de’ Giapponesi è che il re mandi loro (a) denunziare la morte. Bartoli. Vedi altri esempi loc. cit.
Qualora però la prop. principale sia un verbo od una frase che includa certezza, come appare, risulta, deriva, procede, è noto, è chiaro, è evidente, è certo (cioè è cosa certa) ecc. allora la subordinata ha il congiuntivo quando precede, ha l’indicativo se vien dopo. Che non si possa ed anco che non si debba far di queste cose, è notissimo a tutti. Caro. – Certa cosa è che la testimonianza di questi santi è molto autentica. Cavalca.
Qualora la principale abbia uno dei verbi avvenire, accadere, occorrere, succedere ecc. si usa più comunemente, massime in un racconto, l’indicativo. Avvenne per sua mala ventura che crebbero un giorno le acque. G. Gozzi. – Avviene non di rado che gli uomini vani .... sono dolci, benevoli, buoni compagni. Leopardi. Se però tali verbi fossero in infinito e dipendessero da un verbo come potere e dovere, si usa il congiuntivo; p. es. può avvenire che io manchi all’appello.
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