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Nelle interrogative o dubitative subordinate

§ 7. Nelle interrogative o dubitative subordinate (vedi P. II, cap. VII, § 13 e seg.) si può usare tanto l’indicativo quanto il congiuntivo, ma con qualche differenza; poichè il soggiuntivo mostra in chi domanda una maggiore incertezza od una disposizione a credere il contrario di ciò che si ricerca.

Domandò alla serva se si poteva parlare al signor dottore? (se si potesse mostrerebbe più l’incertezza). Manzoni. – Fece un rapido esame se avesse peccato contro qualche potente (D. Abbondio credeva di no). Manzoni. – (Domandollo) il maestro se le pene dell’inferno erano gravi come si dicea (fossero avrebbe mostrato poca fede). Passavanti. – Uscì fuori per veder che fosse (che era non avrebbe così bene mostrato la maraviglia del carbonajo per quel misterioso rumore). Passavanti. – Al contrario: Si mise a guardar dietro alla porta per veder chi aveva sonato. Galilei. – Immaginatevi che freddo orrore corse per le rene di quella povera madre all’udir di queste parole. Segneri. – Se io vi potessi dire che cosa è Dio, Dio non sarebbe Dio (che cosa è più proprio, perchè si tratta d’una questione posta innanzi). Ma poco appresso Il Signor solo può dir che cosa egli sia (sia e non è, perchè cosa che non può sapersi). Segneri. – Or vedete figliuoli come la prosperità mondana riesce a mal fine. Passavanti. – Egli le raccontò tutto il fatto; come esposto l’avesse trovato, come nutrir l’avesse veduto, e come si vergognasse a lasciarlo che morisse. Caro. – Verrei sapere di chi sia mano una composizione che vien di costà. Menzini.

Se però la prop. interrogativa precede alla prop. reggente, si preferisce regolarmente il congiuntivo. Qual fosse il tuo stupore giudichilo chi partecipa dell’ingegno e della curiosità ecc. Galilei.

Si usa sempre l’indicativo nelle dimande risolute, e che quasi si confondono coll’interrog. diretta. Ma digli chi tu fosti. Dante. – Dimmi con chi pratichi e ti dirò chi sei. Proverbii. – Io non so s’io son desto o pur s’io sogno. Gelli.

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