Nelle proposizioni locali
§ 8. Nelle proposizioni locali (vedi P. II, cap. VI, § 2) valgono le stesse regole delle prop. attributive. (Vedi questo cap., § 2). Dovunque (ove che poet.) riceve più spesso il congiuntivo. Dovunque si rivolge (indicat.) trova sdruccioli o trappole. Passavanti. Non cessa di favorire ogni virtù dovunque ella si ritrovi. Vasari. – Ove ch’io vada, ove ch’io stia talora .... La sospirata mia dolce nemica Sempre m’è innanzi. Marini.
Nelle proposizioni temporali
§ 9. Nelle proposizioni temporali (vedi Parte II, cap. VI, § 3) si usa l’indicativo, quando contengono un fatto riguardato come reale (vedi gli esempii, loc. cit.); si usa il congiuntivo, quando contengono un’intenzione, o un’aspettazione di cosa futura. Non si ristette, finchè salite le scale arrivò ecc. Segneri. – Starommi qui fino che piacerà alla Maestà di quello che m’ha ispirato a fermarmici, e quando non gli piacerà più che ci stia, andrò dove sarò chiamato da lei. Berni. Invece: Dille ch’io sarò là, tosto ch’io possa. Petrarca. – Fece dire all’Abate che qualora gli piacesse il mangiare era presto. Boccaccio. – Seguirò l’ombra di quel dolce lauro, Finchè l’ultimo dì chiuda questi occhi. Petrarca. – Prima che, avanti che ecc. vogliono sempre il congiuntivo. Prima ch’io dell’abisso mi divella ecc. Dante. – Avanti che la proda Ti si lasci veder, tu sarai sazio. Dante.
Si può usar pure il congiuntivo dopo congiunzioni che indicano una ripetizione d’atti. Ogni volta che aprisse la bocca per cacciare un urlo, il fazzoletto veniva a soffogarglielo in gola. Manzoni.
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